Mille metri quadri, due piani e 156 posti a sedere: è stata inaugurata oggi, dopo un anno di lavori, la nuova mensa per studenti all’interno del collegio Adisu Puglia “Fraccacreta”. La mensa dispone di 156 posti a sedere, ha una vasta superficie in cui trovano spazio 26 tavoli, e ha una capacità produttiva di circa 600 pasti giornalieri (tra pranzo e cena).

L’intervento edilizio è consistito nella rimozione dei vecchi impianti, in un massiccio risanamento strutturale, nella redistribuzione degli spazi con interventi migliorativi, nella realizzazione di una zona pizzeria, nell’installazione di nuove attrezzature, nonché nella realizzazione di un impianto di trattamento d’aria e condizionamento che assicura la fruizione del pasto in condizioni confortevoli.

Al fine di soddisfare le esigenze di una popolazione studentesca di diverse nazionalità, il servizio mensa Adisu offre oggi una variegata tipologia di menù caratterizzata da tradizioni “internazionali” e “regionali”: i menù internazionali interessano, una volta al mese, culture gastronomiche di Argentina, Canada, Cina, Francia, Germania, Grecia, India, Inghilterra, Marocco, Messico, Portogallo, Spagna, Usa, Tunisia. I menù regionali interessano, una volta al mese, culture gastronomiche di Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Toscana, Umbria.

“La cerimonia – dice il presidente Cataldo – lungi dal rappresentare un mero atto di protocollo, si propone di testimoniare un esempio tangibile di quanto l’Adisu Puglia sta facendo, in attuazione della sua opera istituzionale. Quest’anno abbiamo erogato più di 35 milioni di euro in borse di studio con una percentuale di copertura pari al 90% degli idonei”. Al taglio del nastro anche il governatore pugliese Michele Emiliano.

“Continueremo a lott­are affinché la Regi­one investa seriamen­te sul diritto allo studio – afferma Pie­rcarlo Melchiorre, coordinatore di Link Bari – affinché gli studenti non siamo costretti ad andare via e possano prosegu­ire il proprio perco­rso formativo in man­iera dignitosa e non siano costretti a competere per le bric­iole di un sistema di welfare studentesco insufficiente.”

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