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L’inclusione sociale è possibile attraverso la “Settima Arte”: è il risultato ottenuto dal percorso integrato di produzione audiovisiva partecipata “Cartabianca”, nato da un’idea del regista Vincenzo Ardito e dell’educatrice Ilaria Schino e realizzata da Sinapsi Produzioni Partecipate grazie al sostegno della Fondazione Megamark.

L’obiettivo principale del percorso, realizzato in collaborazione con la Fondazione Epasss attiva nei centri di Bari, Barletta e Grottaglie e con le Asl di riferimento, è stato favorire l’inclusione sociale delle persone affette da problematiche psichiatriche e allo stesso tempo promuovere nuove forme di cittadinanza attiva attraverso l’uso del mezzo cinematografico, inteso come strumento di lavoro e non solo di libera fruizione.

“Tra i progetti vincitori del bando Orizzonti Solidali 2016 – sottolinea il cavaliere Giovanni Pomarico, presidente della Fondazione Megamark – Cartabianca si distingue per la capacità di coinvolgere, in maniera innovativa e piacevole, pazienti psichiatrici in un’attività dinamica, capace di generare sorrisi e portare benessere a chi troppo spesso è ai margini della nostra società. Gli educatori e i tutor coinvolti da Sinapsi Produzioni Partecipate hanno fatto un meraviglioso lavoro con queste persone, facendole diventare protagonisti di set creati per la realizzazione dei prodotti cinematografici finali del progetto Cartabianca. Un obiettivo, quello dell’inclusione sociale, che guarda lontano e va oltre lo schermo, in pieno stile Orizzonti Solidali”.

Cartabianca ha coinvolto 45 pazienti psichiatrici nei tre centri Epasss attivi durante il percorso: la prima parte dei sette mesi di lavoro è stata dedicata all’analisi del vissuto personale e alla messa in comune di esperienze all’interno dei centri. La seconda fase del percorso ha invece permesso a queste persone di toccare con mano i diversi mestieri del cinema e di fare esperienze nuove all’esterno dei centri, condivise con i giovani diplomati dell’Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto, partner del progetto.

“Abbiamo lavorato sul tema delle sensazioni e delle emozioni – spiega Ilaria Schino, educatrice di riferimento di Sinapsi Produzioni Partecipate – con i pazienti psichiatrici dei centri Epasss. Un lavoro lungo, non semplice, perché dovevamo entrare in una lunghezza d’onda molto delicata. Ma una volta rimosse le difficoltà nell’interazione, è stato un crescendo di nuove idee, che hanno trasformato la Cartabianca in fogli colorati e pieni di vita”.

Le storie e i vissuti dei pazienti psichiatrici sono diventati tre corti, girati e interpretati da loro in prima persona e soprattutto è nata Giulia, una storia qualunque, il corto prodotto da Sinapsi Produzioni Partecipate per la regia di Vincenzo Ardito. “Il corto andrà in concorso ai festival nazionali – spiega Vincenzo Ardito – ed è un lavoro completamente innovativo nel suo genere perché grazie a Cartabianca c’è stata un’integrazione professionale tra i pazienti psichiatrici e i professionisti della settima arte. Abbiamo lanciato ad attori e tecnici una sfida, accolta e vinta insieme ai ragazzi dell’Accademia del Cinema di Enziteto. Era il modo più giusto per valorizzare una storia, nata da mesi di contatto e interazione con i pazienti. Loro ci hanno aiutato, non solo come attori sul set e come maestranze, a capire che l’integrazione non è una parola vuota, ma che per essere attuata richiede impegno e fatica. Il cinema però aiuta questo processo, lo rende più fluido, più naturale”.


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