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L’accordo triennale firmato tra Regione Puglia e la rete di 1200 farmacie pubbliche e private per la distribuzione dei medicinali porterà un risparmio di 5 milioni e 700mila euro all’anno, poco più di 17 milioni nei tre anni.

Ma al di là del nuovo contratto sono i dati sulla spesa farmaceutica dei primi 4 mesi del 2017 che fanno sperare in un’inversione di rotta positiva per i conti pubblici: infatti, da gennaio ad aprile, la spesa lorda è stata di 62 milioni di euro, mentre nello stesso periodo del 2016 si era attestata oltre i 69 milioni. Quindi, c’è stato già un risparmio di quasi 7 milioni di euro nei primi 4 mesi dell’anno in corso (-9,96%). Da almeno dieci anni non accadeva che la spesa farmaceutica facesse registrare un calo, anzi nell’ultimo decennio c’è stato sempre un incremento. La Puglia, assieme alla Sardegna, è la regione italiana che spende di più per l’acquisto dei farmaci, tanto da essere richiamata dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Se non verrà raggiunto l’obiettivo di abbassare i costi, la Puglia potrà dire addio a circa mille assunzioni tra medici e infermieri e ad una parte dei fondi statali destinati alle Regioni.

Ecco perché è fondamentale per il governo Emiliano riportare i conti in ordine e i primi risultati dei provvedimenti adottati da dicembre ad oggi sono incoraggianti: nei primi quattro mesi del 2017 la spesa lorda per l’acquisto degli antibiotici, ad esempio, si è ridotta del 17,45% (si è passati da 5,7 milioni a 4,7); anche sui medicinali per l’asma il giro di vite ha funzionato e ha portato ad un risparmio di circa 760mila euro (-11,99% rispetto al 2016). Non solo: è stato pubblicato da Innovapuglia il primo bando di gara regionale per l’acquisto unico e centralizzato dei farmaci, la base d’asta è di un miliardo e 775 milioni, secondo le previsioni dell’Aress porterà a risparmiare oltre 106 milioni.


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