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Il punto nascita dell’ospedale di Putignano deve rimanere aperto. È quanto stabilito dal Tribunale Amministrativo Regionale che così si è espresso in merito al ricorso presentato qualche mese fa dal Comune di Putignano contro il Piano di riordino della Regione Puglia. L’ordinanza prevede la sospensiva della chiusura del punto nascita in attesa dell’udienza che si terrà il 26 luglio.

Sulla questione il direttore generale della Asl Bari, Vito Montanaro, ha annunciato che l’azienda si atterrà alle decisioni del tribunale.

“In coerenza con le normative nazionali vigenti sulla sicurezza dell’assistenza per i punti nascita – precisa  Montanaro – abbiamo dato seguito alla riorganizzazione dei turni spostando solo l’attività del punto nascita di Putignano a Monopoli per una migliore gestione nell’ organizzazione del personale e seguendo il principio della ottimizzazione delle risorse in virtù della carenza di personale medico ed infermieristico. La cessazione dell’attività del Punto Nascita del Presidio Ospedaliero di Putignano e l’individuazione di quello di Monopoli come unico punto nascita presso il quale espletare l’attività non ha comportato in alcun modo la cessazione delle attività dell’Unità di Ostetricia di Putignano, persistendo lo svolgimento di tutte le prestazioni ambulatoriali e di Day Service”.

Ma il Tar non è stato d’accordo. E la Asl quindi dovrà adegursi.

“Si precisa che il decreto del Tar Puglia è stato notificato alla pec della Asl di Bari ieri sera (mercoledì 4 luglio) alle ore 20:12 dall’avvocato officiato dal Comune di Putignano, e che già è al lavoro un gruppo di esperti nominato dalla direzione generale proprio per verificare l’operatività di tutti gli aspetti organizzativi interni, percorsi clinici e sanitari che, salvaguardando la sicurezza dei pazienti comunque, devono garantire l’ottemperanza al Decreto del TAR Puglia. Come già illustrato – spiega ancora Montanaro – è impossibile attivare ad horas procedure assistenziali di ostetricia e ginecologia in regime di ricovero a Putignano”.

La Asl conclude: “Sarà nostro dovere ottemperare al decreto del Tar salvaguardando sempre però la sicurezza delle pazienti, con un invito alla collaborazione istituzionale che ha quale obiettivo quello di rasserenare la comunità locale che ha il diritto di ricevere assistenza e cure sanitarie in assoluta sicurezza secondo i parametri di legge vigenti. La sicurezza delle cure è parte integrante del diritto costituzionale alla salute”.


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