Una novità in arrivo per le (solitamente maltrattate) nuove generazioni: si parla di possibile inserimento nella prossima finanziaria della norma sul riscatto gratuito della laurea, in un quadro di plurime iniziative già avviate.
Ma prima un passo indietro e una premessa: il tasso di disoccupazione giovanile (in particolare donne e under 25) in Italia è uno dei più alti al mondo. La struttura sociale italiana presenta dei fenomeni peculiari preoccupanti. Come già visto in questa rubrica, i giovani lasciano la famiglia di origine ed entrano nel mondo del lavoro molto tardi (chi non ricorda la famosa polemica sui cd “bamboccioni”). Gli squilibri della spesa pensionistica graveranno soprattutto su queste generazioni: in particolare chi è entrato nel mondo del lavoro dopo il 1995 potrebbe ritrovarsi con una pensione dimezzata rispetto all’ultimo reddito o stipendio. Infine, le crisi sistemiche del sistema finanziario e produttivo italiano, con contrazioni di prodotto interno lordo significative negli ultimi 15 anni (in cui l’economia nazionale è cresciuta pochissimo), che hanno portato alla riduzione di spesa pubblica e investimenti, con tutte le conseguenze che si conoscono.
Detto ciò, esistono però prospettive positive per i giovani e soprattutto iniziative politiche che cercano di riequilibrare questa situazione sfavorevole. Tanto più che la crescita demografica e l’inversione del flusso emigratorio dei giovani verso l’estero, sono due obiettivi ESSENZIALI per la ripresa e lo sviluppo futuro italiano.
Analizziamo con ordine le possibilità e le iniziative in essere e in cantiere. Innanzitutto, come detto, si ipotizza l’inserimento del riscatto degli anni di laurea, gratuito. Ciò vuol dire che la legge finanziaria 2017, dovrebbe stanziare i milioni di euro che rappresentano dei “contributi” previdenziali per i laureati. Chiarisco con un esempio: un ragazzo che si è laureato nel 2006 dopo un corso triennale, avrà direttamente dallo Stato, un versamento di contributi per quei tre anni, così che il suo periodo di studi sarà equiparato ad anni di lavoro, e contribuirà a quel monte di versamenti su cui calcolare la futura pensione. Non male, SE confermato (al momento è solo un’ipotesi allo studio).
Altra iniziativa importante che riguarda i giovani e i giovanissimi è il cosiddetto “bonus bebè”. Le neo mamme, anche nel 2017, riceveranno una somma direttamente dall’Inps, previa specifica domanda. Una possibilità sia per le coppie di genitori, che anche per i neonati di avere da subito risorse aggiuntive per la propria crescita ed educazione.
A proposito di crescita ed educazione, esistono poi, da diversi anni, forme di investimento finanziario pensati e studiati per i più piccoli e per la loro formazione. Genitori e nonni, infatti, possono avviare piani di investimenti i cui beneficiari sono già i nuovi nati e i bambini, con tanto di riscatto previsto dopo la fine del periodo scolare, e addirittura un bonus per il bambino in base ai risultati scolastici. Una evoluzione interessante rispetto ai “vecchi” libretti di deposito intestati a minori, oggi non più competitivi per vari motivi. Come sempre quando si tratta di investimenti finanziari e assicurativi, è essenziale parlarne con operatori esperti e preparati.
Altra possibilità: un genitore può già aprire un fondo pensione privato al proprio figlio, godendo di vantaggi fiscali (deducibilità) importanti, e permettendo già l’accantonamento per l’età pensionabile, cosa che sarebbe opportuna anche per i citati problemi sulla spesa pensionistica. In pratica si veicola il proprio risparmio, godendo di importanti agevolazioni, verso strumenti che poi saranno passati al proprio figlio o nipote.
Non dimentichiamo poi alcune iniziative introdotte da vari ministeri e da alcune Regioni, sul sostegno all’imprenditoria giovanile e femminile. Rivolgersi ad un professionista del settore potrebbe far emergere straordinarie e sconosciute opportunità.
Qualche anno fa, inoltre, il governo Renzi propose anche un bonus per i 18enni, che prevedeva l’emissione di una carta prepagata, con 500 euro spendibili per la propria formazione (acquisto di libri, corsi e lezioni di formazione, biglietti ed ingressi per eventi culturali).
Insomma, esistono diverse opportunità, purtroppo però, spesso dalla incerta prosecuzione nel tempo, sia per i frequenti stravolgimenti politici, sia per la velocità dell’evoluzione dei processi economici nazionali ed internazionali.
In qualità di esperto e consulente finanziario, ritengo sia giusto, indicare come priorità assoluta per le famiglie italiane, specie quelle con capacità di risparmio, provvedere da subito alla pianificazione del futuro dei propri figli e nipoti. Avviare piani di accumulo finalizzati alla formazione universitaria o all’avvio all’impresa, per esempio. Creare da subito dei “cassetti” dove inserire risorse che abbiano uno specifico obiettivo di lungo termine. Tutto ciò permetterà di avere una giusta pianificazione, che per forza di cose dovrà integrarsi con la ripresa economica auspicata, e per certi versi, prevedibile sulla base dell’andamento del ciclo economico. Come visto, le opportunità e gli “assist” da sfruttare ci sono, vanno solo intercettati, magari con l’aiuto di un esperto e selezionando le priorità.

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