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Ha ottenuto il 3,16 per cento in più dei fondi, toccando quota 39 milioni di euro: il Politecnico di Bari si piazza al secondo posto dopo Catanzaro con il + 3,17 per cento tra le università che sono state maggiormente premiate dal Ministero. È quanto risulta dalle tabelle del Fondo di funzionamento ordinario pubblicate appunto dal Ministero e nelle quali sono stati indicati i contributi che da Roma sono arrivati in Puglia e nel resto di Italia.

«È un riconoscimento al lavoro e alle scelte strategiche che abbiamo effettuato, per rendere sempre più attrattivo il Politecnico e sempre più competitivi i nostri laureati –  ha commentato il rettore, Eugenio Di Sciascio – Noi non facciamo nuovi corsi di laurea se non sono assolutamente utili per i nostri studenti, in termini di prospettive di lavoro e per le nostre aziende, in termini di innovazione e, quindi, di competitività. Il Politecnico di Bari – ha ribadito il rettore – non fa corsi che siano utili ai formatori, più che ai formandi».

Buone notizie anche per l’Ateneo di Bari che ottiene 183 milioni di euro, ben 7 milioni in più rispetto alla previsione nel bilancio con un incremento rispetto allo scorso anno di quasi tre milioni di euro. “Si tratta – spiega il rettore Antonio Uricchio – di un risultato complessivo che colloca la nostra Università tra gli Atenei che si sono visti riconoscere la maggiore quota premiale a livello nazionale (da circa 30 a 40 milioni). Un risultato storico, che premia l’impegno profuso dall’intera comunità nell’ultima valutazione della qualità della ricerca (VQR) e nelle politiche di attrazione di studenti (alla cui numerosità si collega il costo standard)”.

L’Ateneo barese, inoltre,  saluta con favore l’introduzione, nel decreto FFO, dello stanziamento di 55 milioni di euro relativo alla no tax area, finalizzato a compensare il minor gettito della contribuzione studentesca derivante dagli esoneri totali e parziali, ben più consistenti per le Università, come quelle pugliesi, collocate in contesti geografici meno avvantaggiati. Grazie a tale misura, fortemente voluta dal rettore Uricchio, all’Università di Bari è stato assegnato l’importo di circa 2,4 milioni di euro, ed è stato possibile, già dall’anno accademico 2017/2018, ridurre sensibilmente l’ammontare di tasse e contributi a carico degli studenti.

Per quanto riguarda gli altri atenei pugliesi, buoni risultati per Foggia con un aumento dell’1,1 per cento per un totale di 37 milioni e 577 mila euro. Perde un milione e 300 mila euro, con un calo dell’1, 69, per cento l’Università del Salento.

Nella classifica generale primo posto per ammontare del fondo a La Sapienza con 463 milioni di euro, seguita da Bologna con 369 milioni di euro e dalla Federico II di Napoli con 324 milioni di euro.


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