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Prima gli avvallamenti del prato. Poi i vandali, che con danneggiamenti e scritte trasforarono il nuovo giardino in un festival del degrado. Quindi, le erbacce, i rifiuti e le feci di cani non raccolte dai proprietari. Infine, oggi, i bulli che sguinzagliano cani di grossa taglia utilizzando il giardino intitolato a Mimmo Bucci come fosse proprietà privata. Per questo ancora una volta Francesca Lozito, madre del cantante ucciso nel 2007 da un motociclista, denuncia alle autorità cittadine di Bari l’incuria in cui versa il parco intitolato al figlio, nel rione Libertà. E ripete: “Se non siete capaci di far rispettare quel luogo, per favore togliete l’intitolazione del giardino a mio figlio: non ne posso davvero più”.

“Perché per il giardino Mimmo Bucci non si prende un serio provvedimento per vietare l’ingresso a certi personaggi che sguinzagliano cani di grossa taglia, chiudendo finanche il cancello d’ingresso come fosse una loro proprietà? Perché? Dobbiamo subire tutto ciò passivamente senza che l’amministrazione faccia nulla” è il lamento di Francesca, esasperata dal degrado dell’area, ma intenzionata più che mai a far sì che la memoria del figlio venga onorata.

La pazienza della madre di Mimmo Bucci sembra davvero al culmine: “Il giardino è di proprietà del Comune, quindi perché non fate rispettare le regole che sono scritte su quel minuscolo cartello affisso fuori? Ma perché? Permettete tutto ciò, vi fate sopraffare dai bulli di quartiere? Vorrei delle risposte!”.


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