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“Abbiamo già comunicato che l’ufficio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, come molti uffici giudiziari, è in estrema difficoltà: è ogni giorno più difficile assicurare alla collettività il servizio giustizia. Personale amministrativo assolutamente insufficiente, edifici del tutto inadeguati, mezzi carenti: tutto contribuisce perché la macchina non debba funzionare, nonostante i risultati ottenuti, i profitti confiscati, le condanne anche a pene pecuniarie conseguite, tutte voci mai considerate quando si tratta di calcolare i costi della giustizia”.

Il procuratore capo della Procura di Bari, Giuseppe Volpe, ricorda in una nota tutti i disagi in cui incorrono i magistrati e il personale amministrativo all’interno degli uffici giudiziari. Un disagio contenuto nell’ultimo anno, solo grazie al progetto di Cittadinanza attiva realizzato in collaborazione col Comune,che permette la riorganizzazione degli archivi, grazie al lavoro di supporto semestrale di 30 stagisti.

“Non è più sufficiente l’impegno quotidiano di magistrati – prosegue la nota -, personale amministrativo e polizia giudiziaria. Non potevamo, però aspettare che la paralisi, ormai prossima per i previsti e legittimi pensionamenti del personale amministrativo, rendesse vana ogni aspettativa di giustizia, Ci siamo rimboccati le maniche assumendo compiti nuovi.

A inizio 2017 abbiamo costituito l’ufficio risorse esterne. Un ufficio interno alla procura, affidandolo a un magistrato, che (aggiungendo questo impegno agli altri) curasse di verificare se e quali risorse strumentali e personali potessero essere recepite, al di fuori degli insufficienti, quando inesistenti, canali ordinari e correnti.

La Procura di Bari aveva già dimostrato nel 2016 di poter concorrere a una Call For Poposal della Commissione europea unitamente a partner internazionali (tra cui organismi delle Nazioni Unite) nella elaborazione di un progetto, risultato vincente e sta, in questi mesi, contribuendo a completare la realizzazione del progetto.

Oggi la Procura di Bari, avvalendosi di una importante, e lungimirante misura del Comune di Bari (cittadinanza attiva) e grazie alla preziosa, generosa, insostituibile collaborazione dell’Ordine degli avvocati, ottiene un nuovo risultato.

Sono stati infatti avviati stage (per cinque ore lavorative l giorno, per cinque giorni alla settimana per 6 mesi) per cittadini selezionati tra gli aderenti alla misura afferente al richiamo progetto Cittadinanza Attiva. I primi hanno già preso servizio, mentre sono in corso le selezioni di ulteriori unità, per giungere a un totale massimo di 30.

La Procura ha elaborato e sta elaborando singoli progetti incentrati sul conseguimento nel periodo di 6 mesi di specifici obiettivi, incidendo sulle aree dell’ufficio ove è maggiore la fungibilità del lavoro svolto e ove comunque non vi siano ragioni di segretezza.

Risolveremo in 6 mesi il problema del blocco dell’archivio e procederemo in tal modo al completo riordino degli atti dei procedimenti definiti, azzerando gli adempimenti inevasi e ad essi connessi. Questo porterà immediato beneficio alle singole segreterie dei magistrati, nei cui locali sono ancora accumulati i fascicoli definiti, così da non consentire un’agevole gestione degli affari correnti.

Contiamo nello stesso periodo – conclude – di tempo di dare nuovamente respiro all’ufficio dibattimento e all’ufficio predibattimentale”.


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