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Più di 38 mila addetti, indotto compreso. Oltre 7 mila 500 aziende interessate. Il settore della logistica in Puglia è tra i più importanti del paese. Il più vasto del Mezzogiorno, assieme a quello di Napoli, è a Bari, dove i lavoratori da questa mattina sono in sit-in davanti agli ingressi dell’Interporto. Nel capoluogo pugliese sono 2 mila solo quelli impiegati dalle multinazionali delle spedizioni. Manifestano per un rinnovo contrattuale che non arriva, atteso da quasi due anni, in un settore dove è esploso il sistema del subappalto, delle cooperative di padroncini addetti alle consegne e dei contratti precari.

Solo una minima percentuale degli appartenenti alle grandi aziende di spedizione, ad esempio, è un assunto diretto. La maggior parte è costituita da lavoratori di cooperative che hanno in appalto i servizi di magazzinaggio, trasporto e consegna, nonostante portino i loghi delle multinazionali del settore.

Lo sciopero generale è in concomitanza in tutta Italia e proseguirà a ruota anche domani, con l’appoggio delle sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti. Delegati e lavoratori ribadiscono la volontà di affermare un contratto nazionale unico per il mondo dell’autotrasporto, della Logistica e delle spedizioni e di perseguirne un rapido rinnovo che qualifichi il lavoro nel settore, affermi regole diritti ed un adeguato incremento retributivo.

“Servono regole stringenti e necessarie –  spiega Maria Teresa De Benedictis, segretaria Filt Cgil -, per far evolvere positivamente l’attuale modello produttivo, abbandonare la pratica degli appalti al massimo ribasso e il ricorso alla catena dei subappatli che portano inevitabilmente a situazioni deregolamentate, illegali e malavitose. Serve ridare legalità al settore e dignità del lavoro attraverso la sottoscrizione del Ccnl di settore”.

 

 

 

 


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