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Scarsa organizzazione, assenza di tutor referenti adeguatamente formati, assegnazione di  mansioni che non competono ai tirocinanti all’interno dei reparti, con turni pari a quelli del personale assunto e che non si conciliano con i tempi di formazione di uno studente universitario. Sono le problematiche emerse dall’inchiesta “Formazione Precaria”, che ha posto l’obiettivo sulla qualità dei tirocini svolti agli studenti dei corsi di laurea in Professioni Sanitarie, e che ha portato alla protesta studentesca di oggi contro i tirocini-sfruttamento e alla richiesta, inoltrata da Link Medicina Bari alla Scuola di Medicina dell’Università di Bari, di stilare un regolamento dei tirocini dei corsi di Professioni Sanitarie.

È stato chiesto che venga stilato un calendario didattico tale da non accavallare le attività (lezioni frontali, tirocinio, sessioni d’esame), che venga istituita una commissione per convenzionare le Unità Operative in cui si svolgono i tirocini, in modo che abbiano strutture e personale adeguati ad accogliere degli studenti, e vigili sullo svolgimento corretto di questi. Gli obiettivi didattici e le mansioni dei tirocinanti devono essere stabiliti, ed essere sempre chiari e disponibili al personale tutor e agli studenti.

“I tirocinanti di Professioni Sanitarie sono studenti in formazione, non un peso per la nostra Università né forza lavoro gratuita – afferma Asia Iurlo, coordinatrice di Link Medicina Bari  – ma dalla nostra inchiesta è emerso che questo semplice principio non viene considerato. Gli studenti sono rimbalzati da un ambulatorio all’altro, senza nessuno che sappia istruirli adeguatamente, altri invece sfruttati come manodopera nei reparti. Questo può accadere perché non esiste una regolamentazione che venga rispettata, e da qui vogliamo partire”.

“Gli studenti di Professioni Sanitarie – aggiunge Piercarlo Melchiorre, coordinatore cittadino di Link Bari – hanno diritto ad una formazione di qualità. Come sindacato studentesco ribadiamo tutti i giorni come la nostra Università debba innanzitutto formare i cittadini del domani: è possibile farlo quando si passano 12 ore consecutive all’interno delle sedi universitarie per tirocini e lezioni, e il poco tempo libero va usato per studiare? La mancanza di organizzazione nei tempi del corso di studio pesa sul diritto alla socialità e ad una crescita culturale e personale che hanno tutti gli studenti”.

Gli studenti hanno richiesto un’audizione al Consiglio di Scuola di Medicina per presentare i risultati dell’inchiesta svolta, seguiranno aggiornamenti sulla vicenda.


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