Il governatore Michele Emiliano ha promesso di trasformare l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari in un polo di eccellenza, indipendente dal Policlinico. Una sorta di Gaslini del Sud, per parafrasare l’ex ministro della Salute, Livia Turco. Da anni il Giovanni XXIII attende il promesso e mai realizzato salto di qualità, per ora restano liste di attesa infinite e diversi problemi ancora da risolvere.

Come ci racconta una mamma di un bimbo di 4 anni che ha dovuto prenotare una visita specialistica ortopedica per il proprio figlioletto. “La prenotazione – dice a  Borderline24 – l’ho effettuata nel giugno del 2017, sapete quando potrò portare mio figlio a visita? Nel novembre del 2018”. Oltre un anno di attesa, per l’esattezza 17 mesi, un’eternità quando si tratta di salute. In attesa che il Giovanni XXIII si trasformi davvero in questo centro di eccellenza, come più volte annunciato da ormai 12 anni, medici e infermieri devono fare i salti mortali per garantire assistenza e qualità nonostante organici ridotti e strumentazione non sempre all’altezza.

“Ci costringono a rivolgerci ai privati – attacca la mamma del piccolo di 4 anni – ma chi non può pagare la visita di tasca propria? Che fa, aspetta un anno e mezzo sperando che, intanto, nulla accada? Poi si lamentano della mobilità passiva”.

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