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Da Taranto a Lecce ed ora anche Brindisi e Bari: scoppia il caso del gasolio miscelato male. Centinaia di auto si sono fermate dopo aver fatto rifornimento tra il 28 e il 30 dicembre. I danni sono soprattutto agli iniettori, ma a volte anche molto più gravi e oscillano tra i 200 e i 1500 euro a testa. La Procura di Lecce ha aperto una inchiesta e la Finanza sta indagando per risalire all’origine del problema. Sotto la lente di ingrandimento ci sarebbe il carburante arrivato e lavorato  a Taranto. L’Eni in una nota smentisce coinvolgimenti è «conferma che il gasolio spedito dalla raffineria di Taranto rispetta tutti i requisiti di qualità previsti, per cui si esclude categoricamente che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria. Sono tuttora in corso – spiega l’azienda – approfondimenti sulla catena di distribuzione a valle per accertare le cause dei disservizi subiti».

Ma non c’è ancora chiarezza sull’accaduto che non solo ha mandato in tilt centinaia di auto ma ha bloccato anche quelle in arrivo nei concessionari.

I consumatori si stanno riunendo in una classe action e hanno già presentato esposti. Tra i benzinai per i quali si sono registrati problemi spiccano segnalazioni a Fasano (via Roma e via Nazionale dei trulli, corso Garibaldi) , Torre a mare, via Buozzi a Bari, via Maddalena a Brindisi, via Ancona a Taranto, via Matera ad Altamura.


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