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The Economist, i ricercatori della National University di Singapore e tanti altri studiosi ultimamente sono d’accordo sul fatto che il viaggio è divenuto oltre che un piacere una vera e propria necessità.
Che sia per esigenze di lavoro, quindi di tipo business oppure a scopo terapeutico, per staccare dalla comfort zone e dallo stress quotidiano, viaggiare è oggi tra i primi bisogni di una persona, ovviamente dotata di reddito.
Sono sempre più i voli e le compagni aeree e si è moltiplicato il tempo che un viaggiatore passa all’interno di un aeroporto. Il viaggiatore è sempre in cerca di nuove emozioni e questa ricerca inizia proprio dalla partenza.
The Economist ha definito l’insieme degli aeroporti internazionali e della loro popolazione “IL SESTO CONTINENTE”. Così multietnico, cosmopolita, variegato, iperconnesso, è senza dubbio un luogo che va gestito, ben amministrato e migliorato.
Gli architetti, gli ingegneri, i designers si stanno dando sempre più da fare, progettando, rinnovando queste strutture in stile super moderno e decisamente scenografico.
Nel USA, in Asia e nel Medioriente sono molteplici i cantieri aperti. Nell’aeroporto di Singapore è da poco stata inaugurata un’area splendida relax- zen decorata col motivo ricorrente di un’enorme orchidea, fiore simbolo nazionale.
Negli Emirati Arabi gli aeroporti sono sempre più curati: ad Abu Dhabi il tetto richiama le dune del deserto e all’interno vi sono una galleria d’arte e boutique lussuosissime.
Il concetto è che all’interno di un aeroporto non si consuma solo cibo fast o junk, non si comprano solo oggetti di necessità ma ci si inizia a rilassare e a concedere pause di shopping o all’insegna del cibo di qualità.
Per sondare i gusti del consumatore sempre più agenzie del turismo e psicologi del settore inseriscono online dei questionari per analizzare i feedback della gente circa l’esperienza in aeroporto.
Meno rassicurante forse è l’utilizzo dei Big Data da parte degli aeroporti. Solo connettendosi al wifi comune e gratuito si riescono a captare informazioni di ogni tipo sul viaggiatore: dalla geolocalizzazione, al sesso, all’età anagrafica e così fare del marketing mirato sia su display dell’aeroporto che sul dispositivo del cliente.

Attraversoi cosiddetti Beacon anche il viaggiatore avrà notevoli vantaggi dallo scambio di informazioni con la struttura: essi sono trasmettitori radio a bassa potenza che sfruttano la tecnologia Bluetooth per monitorare la presenza, fino a un raggio medio di 50 metri, di dispositivi mobili e, quando possibile, dialogare con essi se vi è istallata una particolare App.
In Italia, il primo aeroporto dotato di questa tecnologia è quello di Bologna. L’applicazione BLQ interagisce con una rete di cinquanta beacon Bluetooth, gestiti dalla piattaforma Internet of Things di Connecthings.
La rete di beacon è configurata per trasmettere ai viaggiatori e visitatori informazioni in tempo reale, inviando delle notifiche tramite l’applicazione contenenti messaggi contestualizzati a seconda delle differenti aree dell’aeroporto (entrata del terminale, check-in, duty free, boarding).
Con le nuove frontiere della tecnologia e del design si spera di viaggiare in modo più rilassante e anche sicuro, cosa decisamente più importante.


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