lapugliativaccina.regione.puglia.it

Sequestro preventivo per beni dei fratelli Corrado, Antonio e Vincenzo Ciccolella, di Molfetta, imprenditori nel settore florovivaistico ed energie alternative e nei confonti della società Sunflower con sede a Roma. L’operazione è stata condotta dalla Finanza in merito alle indagini su un presunto sistema di frode nell’ambito dei contributi pubblici per gli impianti fotovoltaici.

Oggetto del sequestro preventivo sono tre grandi impianti destinati a serre con annessi impianti fotovoltaici siti in Terlizzi (BA), in quanto beni che avrebbero permesso la realizzazione dei reati di truffa per cui vi è indagine; nonché somme di denaro o altri beni (sequestro per equivalente), pari a circa 8 milioni di euro, quale profitto dei detti reati, quindi destinati alla confisca.
Le condotte oggetto di contestazione sono emerse a seguito di complesse e mirate indagini dei finanzieri di Bari e di Molfetta – effettuate tramite l’analisi di numerosa documentazione, di consulenze tecniche, di ricognizioni, appostamenti e simili intorno agli impianti di Terlizzi – attività tesa ad accertare l’effettiva ricorrenza dei sostanziali requisiti di merito circa il diritto di percezione della tariffa incentivante (per la normativa vigente, gli impianti fotovoltaici in questione risulterebbero serventi all’attività agricola/serricola).

Sono, invece, emersi numerosi e gravi elementi di reità riconducibili alle fattispecie di truffa aggravata per la percezione di contributi pubblici. Si è accertato che, di fatto, i tre impianti fotovoltaici erano fittiziamente al servizio dei rispettivi impianti serricoli; infatti solo un corpo di circa 5.000 metri quadrati dell’impianto c.d. Terlizzi 3 (serra 3) era coltivato dall’anno 2014; mentre, gli impianti c.d. Terlizzi 1, Terlizzi 2 e due corpi (serra 4a e serra 4b) di circa 7.000 metri quadri del citato impianto Terlizzi 3, non presentavano coltivazioni. Dati, peraltro, confermati anche dalla documentazione contabile della società, laddove si rileva, negli acquisti e vendite di prodotti agricoli, l’assoluta modestia ed irrilevanza economica dell’attività agricola, in relazione, invece, alla mole di contributi ricevuti per gli stessi impianti. Tanto, in palese contrasto con quanto disposto dal D.M. 06.08.2010, per cui  l’elemento principale per poter accedere agli incentivi nel settore elettrico è quello dell’esercizio effettivo, reale, di coltivazioni agricole o floricoltura in “serre fotovoltaiche”.

“In conclusione  – spiegano dalla Finanza – si è palesato in tutta evidenza, come la realizzazione degli impianti fotovoltaici sulle serre in questione sia avvenuta con il solo fine di ottenere gli incentivi pubblici a scapito dell’attività agricola tradendo fortemente lo spirito dei detti incentivi; mascherando, cioè, una sostanziale attività commerciale (quella relativa alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili) con lo schermo dell’esercizio di attività di floricoltura (che sola poteva giustificare la richiesta di incentivi per il fotovoltaico e poteva giustificare un’ iter amministrativo più celere di quello previsto per la realizzazione di un classico parco fotovoltaico “a terra”)”.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui