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In Italia sono più di 20 milioni le persone che praticano uno sport. Tra le attività sportive predilette  il calcio per gli uomini e la ginnastica per le donne. Dopo il lavoro, l’ambiente in cui gli italiani passano più tempo è proprio quello sportivo.

Il campo da calcetto diventa spesso teatro di spiacevoli eventi, come gli infortuni sportivi. Sono accadimenti comuni dei quali però non si conosce il corretto iter per ottenere un risarcimento o per i quali non si è provveduto ad assicurarsi. Cosa succede dunque se accade un infortunio di gioco in una comune situazione possibile come per esempio uno scontro tra giocatori o una caduta a causa del terreno sconnesso? Sono solo due eventualità piuttosto semplici da immaginare per chi pratica uno sport come il calcetto, ma che possono applicarsi anche alla maggior parte delle discipline pertanto le procedure e gli iter da seguire sono similari.

La società che gestisce gli impianti sportivi (o le palestre) è responsabile per le condizioni degli stessi, a stabilirlo l’articolo 2051 del codice civile italiano. È fondamentale che i gestori si prendano cura delle necessarie tutele per la sicurezza degli utilizzatori dello spazio al fine di evitare l’accadimento di incidenti ed di infortuni. Rientrano tra i doveri dei responsabili tutte le opere di manutenzione sia ordinaria che straordinaria a questo preciso scopo.

Tale normativa rende il proprietario o il gestore dell’ambiente in oggetto effettivamente responsabile per tutti gli infortuni imputabili alla manutenzione e alla sicurezza specifica. In questo caso la vittima dell’infortunio può rivalersi sulla società per danni morali, esistenziali e patrimoniali. In linea generale gli impianti sportivi sono tutti dotati di copertura assicurativa per sopperire ad eventuali richieste di risarcimento da parte degli utilizzatori dello spazio, così da garantire la tutela a 360°.  Le società dovrebbero inoltre provvedere alla richiesta di certificazione medica per le attività non agonistiche di tutti gli utilizzatori del campo per tutelare loro stesse, ma anche gli sportivi.

Se non viene riscontrato un nesso di causa tra lo spazio e l’evento in quanto rispettante le normative e le conformazioni previste, il gestore degli impianti non può rispondere. Se l’infortunio non è direttamente connesso al campo di gioco allora dipende direttamente dal danneggiato o da terzi per imperizia o imprudenza.

In queste situazioni risulta invece fondamentale per il giocatore / sportivo possedere una polizza assicurativa contro gli infortuni. Si tratta della tutela migliore per avere un giusto indennizzo per situazioni in cui ci si trova ad essere vittime di eventi fortuiti. Un piccolo infortunio sul campo da calcetto, non imputabile alla società degli impianti, ma solo a se stessi può avere conseguenze importanti anche sulla vita quotidiana e professionale. Una frattura può impedirci di svolgere la nostra attività lavorativa appieno, potrebbero rendersi necessarie le cure domiciliari da parte di personale specializzato o più semplicemente ci potremmo trovare ad affrontare molte spese mediche e di riabilitazione che un’assicurazione infortuni prenderebbe in carico invece di dover pagare di tasca nostra. I casi più gravi di infortunio che portano ad invalidità o al decesso possono essere indennizzati come supporto economico alla famiglia che potrebbe ritrovarsi improvvisamente senza maggior portatore di reddito e quindi in una situazione di grande difficoltà economica in aggiunta alla già complicata situazione morale.

I costi delle polizze infortuni sportivi non sono particolarmente elevati e possono essere personalizzate ed integrate secondo la tipologia di attività svolta e spesso allargate all’intero nucleo famigliare a seconda delle necessità specifiche. È possibile fare un confronto dei costi online qui per valutare le diverse opzioni gratuitamente. Per ogni contratto è possibile scegliere le clausole che più fanno al caso specifico ed ottenere dunque una polizza infortuni completa e personalizzata.


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