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Da circa 5 mesi infermieri e medici del Policlinico, selezionati e formati per l’avvio di un nuovo servizio, lo Sten, salvano le vite di neonati prematuri o con problemi che necessitano di assistenza particolare. Con una nuova e tecnologica incubatrice trasportabile raggiungono ogni angolo e ospedale della provincia di Bari e anche di Taranto, prendono in cura i piccoli e li portano al Policlinico, nella terapia intensiva neonatale. Un lavoro rischioso e molto delicato, che necessità di competenze elevate, voluto dalla Regione Puglia che, però, a distanza di 5 mesi non ha ancora pagato il personale impegnato in questo servizio.

Da circa 5 mesi, infermieri e medici svolgono lo Sten praticamente gratis e chissà per quanto tempo ancora dovranno farlo. Al Policlinico i pagamenti sono praticamente bloccati, la situazione sta creando inevitabili e comprensibili tensioni tra chi ogni giorno salva piccole vite senza vedersi, però, retribuito per il lavoro svolto. Il primario Nicola Laforgia sta perorando la causa dei suoi colleghi e delle sue infermiere, ci sono state riunioni su riunioni, promesse su promesse ma il Policlinico di pagare pare non ne voglia proprio sapere. Motivo? Non facile da capire: la Regione sostiene che i fondi per lo Sten ci siano (la situazione è identica anche a Lecce e Foggia, gli altri due ospedali impegnati), ma fatto sta che il personale impegnato non ha visto un centesimo dopo 5 mesi, nonostante gli accordi sindacali.

Che cos’è lo Sten? E’ il nuovo sistema di trasporto in emergenza del neonato attivato in pompa magna lo scorso novembre dal governatore Michele Emiliano. Con l’utilizzo di incubatrici tecnologiche e moderne e di ambulanze attrezzate, è possibile  trasportare i neonati in caso di emergenza da un ospedale qualsiasi della Puglia al Policlinico di Bari, oppure al Vito Fazzi e al Riuniti di Foggia, i tre centri hub individuati. Sono tre le ambulanze dedicate che, ogni giorno, partono con autisti e personale medico e infermieristico già formato e dedicato. Tre ambulanze rispondono h24, notte e giorno, e per 365 giorni all’anno ad ogni richiesta proveniente dai punti nascita esistenti in Puglia. Sino ad ora gratuitamente.


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