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Si poteva fare di più, contro una squadra che in casa ha più perso che vinto, mantenendo inviolata la porta in sole due occasioni su 15. Si poteva chiedere di più, dopo che mister Fabio Grosso aveva spronato la squadra a cercare la vittoria. Si poteva, ma il Bari torna dal “Tombolato” di Cittadella con un solo punto nel borsone, frutto di un pareggio che certo non scatena cortei strombazzanti per le strade ma che rappresenta comunque il classico caso di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. E’ finita 0-0, al termine di un duello non esaltante, con i portieri che svettano però nelle pagelle sugli altri ventisei protagonisti e con gli attaccanti dietro alla lavagna, per imprecisione o poca cattiveria nei sedici metri finali.

Accanto ai rimpianti e agli inappagati “vorrei”, porta a casa da questa gita in Veneto anche qualche buon souvenir. Intanto, sprazzi di gioco più fluido rispetto alle partite casalinghe con Pro Vercelli e Cittadella, nelle quali i biancorossi si erano dovuti affidare all’ingresso di Brienza per conquistare punti. Poi la porta inviolata, come contro Frosinone e Cremonese, il 10 e il 16 febbraio scorsi, malgrado qualche neo qua e là. Terzo: la miglior serie positiva della stagione, sei partite senza sconfitte. Infine, i risultati dei competitor: a parte il successo dell’Empoli (che tiene dietro al Bari il Venezia), sono arrivati i pareggi di Frosinone e Palermo, secondo e terzo.

Certo, per andare in serie A, direttamente o tramite i play-off, serve qualcosa in più di un Bari solido. Serve il gol, in primis. Ma anche una varietà di soluzioni per inseguirlo in maniera convincente, convinta e non sporadica.


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