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Lo sconforto, la sensazione di arrendersi, la voglia di non mollare. E una richiesta ai baresi: “Diamoci una mano”. Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha denunciato con una serie di foto e un post su Facebook l’incendio di venti cassonetti dei rifiuti in città, esortando chi ha a cuore il decoro e la vita del capoluogo a collaborare per non far trionfare barbarie e morte.

“Ve lo confesso, ho guardato queste foto e mi è venuta voglia di alzare le mani e dire: mi arrendo – scrive Decaro sulla sua pagina Facebook – perché tu puoi impegnarti allo spasimo, puoi girare la città da mattina a sera, puoi incontrare cittadini e associazioni, puoi entrare nelle scuole, puoi parlare con bambini e insegnanti, puoi inventarti campagne di sensibilizzazione… Ma davanti a più di venti cassonetti dati alle fiamme (un atto di barbarie insensata che sporca la città, rovina la nostra salute e ricade sulle tasche di tutti) ti prende uno sconforto devastante, che ti leva il fiato e le forze”.

Facile mollare, in questi casi, ma Decaro rilancia: “Non arrendiamoci. Io non mi arrendo. Continuerò a girare i quartieri, a parlare con tutti – scrive il primo cittadino – a urlare forte che l’amore e il rispetto per la città sono amore e rispetto per se stessi, per i propri cari, per la propria casa. Lo farò fino allo sfinimento. Ma diamoci una mano. Nelle nostre case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, in ogni modo e in ogni momento possibile”.

“Non diamola vinta – conclude Decaro – a chi ci odia. A chi vuole condannare a morte Bari. Facciamo crescere senso civico e amore per la nostra grande comunità. Siamo molti di più. E tutti insieme, siamo e saremo sempre più forti di loro”.


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