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Il giudice del Lavoro di Bari ha condannato il ministero dell’Istruzione a risarcire due insegnanti precari per anni in attesa della stabilizzazione. In particolare a questi docenti pugliesi sarebbe stato illegittimamente rinnovato il contratto a tempo determinato oltre i 36 mesi previsti. Per questo il Tribunale ha disposto che vengano risarciti, condannando il Miur al pagamento rispettivamente di 7,5 (circa 16.000 euro) e 3,5 (circa 8.000 euro) mensilità lorde dell’ultima retribuzione, cioè una mensilità per ciascun anno di precariato.

I ricorsi dei docenti sono stati presentati dai legali della Lega-Puglia, gli avvocati Graziangela Berloco e Gianluigi Giannuzzi Cardone. “Gli insegnanti sono stati utilizzati illegittimamente, anzi sfruttati come precari con troppe supplenze temporanee, mentre avevano diritto ad essere stabilizzati già dopo i primi 36 mesi di servizio. Una precarietà non solo professionale – dichiara Rossano Sasso, segretario regionale della Lega in Puglia – che ha inciso enormemente sulle vite e sugli equilibri dei docenti e delle rispettive famiglie”.


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