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Tre manifestazioni di protesta sotto la Regione mandano in tilt il traffico in via Capruzzi. I lavoratori della ex Om Carrelli hanno organizzato un presidio per chiedere al governatore Michele Emiliano l’avvio del piano di riconversione industriale e di mantenere la promessa sulla ricollocazione in altri impianti degli operai baresi. Entro il 14 aprile si saprà se anche la seconda asta andrà deserta, con la necessità di investimenti per la “Tua Industries”. La cassa integrazione per i 184 operai è ferma a dicembre, senza offerte di imprenditori interessati alla produzione di minicar elettriche si chiuderebbe la procedura di licenziamento collettivo. Sono state annunciate tre date per proseguire il sit-in (9, 12, 16 aprile).

Il blocco della cassa integrazione interessa anche 250 dipendenti della Santa Teresa e dell’Alba Service di Lecce (ex società partecipate della Provincia), senza reddito da quattro mesi. Con striscioni e bandiere hanno sfilato per contestare l’assenza da parte della Regione e del Ministero del Lavoro del decreto di proroga della misura assistenziale. Al termine del corteo l’assessore Sebastiano Leo è sceso in strada per incontrare i lavoratori che al termine del confronto hanno ritenuto insufficienti le risposte fornite dalla Regione.

A poca distanza, un centinaio di genitori No Vax hanno sostenuto la mozione presentata dal Movimento 5 stelle che permetterebbe ai bambini non ancora vaccinati (fascia d’età 0-6 anni) di completare l’anno scolastico.


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