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Sono ancora 68, concentrate in Calabria, Abruzzo, Campania e Puglia, le discariche abusive da bonificare e per le quali l’Italia paga una penalità all’Ue in seguito alla condanna della Corte di giustizia Ue del 2014.

Lo denuncia l’eurodeputato Piernicola Pedicini (M5S) citando gli ultimi dati a disposizione della Commissione europea, datati dicembre 2017. “Delle 68 discariche abusive e irregolari, 48 si trovano nelle regioni del Sud – si legge in una nota dell’europarlamentare – la situazione nelle singole regioni è la seguente: 21 discariche sono in Calabria, 12 in Abruzzo, 9 in Campania, 8 in Sicilia, 6 in Puglia, 6 in Veneto, 5 nel Lazio e una nelle Marche”. Una situazione “preoccupante e inaccettabile” per la quale, dice Pedicini, “non possiamo non denunciare i ritardi e le incapacità nell’affrontare l’emergenza da parte del governo nazionale e delle Regioni”.

Per le 200 discariche abusive allora presenti sul territorio nazionale, il 2 dicembre 2014 la Corte Ue ha condannato l’Italia al pagamento di una somma forfettaria di 40 milioni di euro e di una penalità di 42,8 milioni ogni sei mesi. A questa cifra andavano sottratti 400mila euro per la chiusura di ogni discarica con rifiuti pericolosi e 200mila euro per ogni altra discarica messa a norma. A quasi quattro anni dalla sentenza, restano 68 discariche non in regola


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