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Parte da Bari una petizione, a livello nazionale, indirizzata alle tre cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, del Senato e della Camera) che chiede un nuovo quadro normativo per le 75mila guardie giurate italiane. La petizione ha l’intento di restituire dignità e riconoscere professionalità alla categoria, l’unica in Italia che vede dei dipendenti privati prestare “giuramento di fedeltà alla Repubblica” (esattamente come le forze armate e dell’ordine) ed essere “incaricati di pubblico servizio” dal Ministero degli Interni. La petizione anticipa lo sciopero nazionale del 4 maggio in piazza Santi Apostoli a Roma.

“Lo sciopero nazionale – si legge nella petizione – testimonia l’esasperazione di uomini e donne che rischiano la vita ogni giorno, che il Ministero degli Interni ha inquadrato come “incaricati di pubblico servizio”.  Appare quindi improponibile che le guardie giurate italiane abbiano ancora un inquadramento da operai e che debbano combattere con le associazioni datoriali (che rappresentano gli istituti di vigilanza) per vedere riconosciuti inquadramenti economici degni del ruolo che hanno nell’ambito del “comparto sicurezza” in Italia. L’impiego sempre maggiore in porti, aeroporti, stazioni, ospedali, trasporto valori, servizi radiomobile, tribunali, stadi,  conferma quanto siano strategiche e fondamentali le circa 75mila guardie giurate italiane”.

Qui il link della petizione.


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