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Tutto esaurito nel parco archeologico per l’attesissimo concerto del primo maggio a Taranto, promosso dal comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”. Sotto la direzione artistica di  Michele Riondino, Diodato e Roy Paci  si stanno alternando sul palco e proseguiranno per tutto il giorno decine di artisti. Tra i cantanti in scaletta  Brunori Sas, Levante, Noemi, Mezzosangue, Irene Grandi, Ghemon, Teresa De Sio, Colapesce, Bud Spencer Blues Explosion, Coma_Cose, Piotta, Luca De Gennaro, Modena City Ramblers, Lacuna Coil, Mama Marjas, Fido Guido, Francesco Di Bella, Meganoidi, Terraross, Med Free Orchestra, Emma Marrone, Frenetik & Orange.

Potenziate le misure di sicurezza. Attese oltre 70 mila persone.

La musica si alterna alle voci di protesta dei territori che subiscono gli effetti dell’inquinamento della grande industria o progetti altamente impattanti, ma si parla anche di alternativa economica, di sfruttamento sui luoghi di lavoro, di sicurezza, immigrazione, di femminicidi. A condurre l’evento sono Valentina Petrini, Valentina Correani, Andrea Rivera e Martina Dell’Ombra.

La denuncia delle mamme

“I figli dei Tamburi chiedono giustizia”. E’ lo striscione srotolato sul palco del Concertone del primo maggio tarantino dalle mamme del rione a ridosso dell’Ilva, riunite nel movimento “Tamburi combattenti”. Hanno testimoniato le preoccupazioni per la salute dei propri figli e in generale di tutti i tarantini a causa delle emissioni inquinanti del Siderurgico, specie durante i Wind days, i giorni di forte vento proveniente da nord ovest che trascina sul quartiere le polveri minerali dell’Ilva e costringe gli abitanti ad adottare particolari precauzioni. “Nonostante tutto – ha gridato sul palco Celeste Fortunato, portavoce del movimento Tamburi Combattenti – noi oggi siamo qui. Noi non possiamo portare i nostri figli nei parchi a giocare perché i terreni sono contaminati, noi non possiamo stendere il bucato se prima non puliamo i balconi” “Le nostre case – ha continuato – facciamo fatica a tenerle pulite e sono state svendute e svalutate. D’estate, quando è indispensabile tenere le finestre aperte, i piedini dei nostri figli diventano neri e d’inverno, quando le finestre sono chiuse, le polveri e i fumi, s’insinuano ugualmente, ci bruciano gola e polmoni e abbiamo una costante paura di ammalarci

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(foto Davide Galeone)


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