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Trecento infermieri, 19 logopedisti, 16 tecnici di laboratorio, 7 ostetriche, 4 dirigenti medici, 5 fisioterapisti: complessivamente i dipendenti che verranno stabilizzati dall’Asl Bari sono 389, l’azienda sanitaria ha pubblicato sul proprio sito internet l’elenco completo con i nomi di coloro che rientrano nei parametri fissati dal decreto Madia.

I lavoratori, per avere titolo alla stabilizzazione, devono aver lavorato almeno tre anni dal 2012 al 31 dicembre 2017 in aziende del servizio sanitario pubblico nazionale, anche in altre Regioni e non in via continuativa. A Bari sono 389, di cui 300 infermieri che, entro la fine dell’anno, firmeranno un contratto a tempo indeterminato. Complessivamente, invece, in Puglia sono 897 gli infermieri che verranno stabilizzati, a loro si aggiungeranno poco meno di cento medici e 130 dirigenti. Complessivamente i lavoratori del comparto sanitario che, entro la fine dell’anno, otterranno un contratto a tempo indeterminato sono 1.355. Circa 300 unità in meno rispetto a calcolo iniziale di 1.680 che era stato sulla scorta della dotazione organica ospedaliera del 2015 che fu presentata al tavolo ministeriale.

Ma la Cisl Funzione pubblica ha proclamato ugualmete lo “stato di agitazione del personale precario interessato alla stabilizzazione” nella sanità. Il sindacato ha annunciato anche che “sta valutando la possibilità di agire nei confronti della Regione per attività antisindacale”. In una nota la Cisl Fp evidenzia che “da anni si batte affinché si trovi una definizione del percorso di stabilizzazione con tempi certi e numero di posti da assegnare, senza ottenere nulla se non promesse e difficoltà burocratiche insormontabili”. “Anche alla luce di innumerevoli incontri tematici – evidenzia il sindacato – non si è mai avuta l’impressione da parte dell’assessorato di voler risolvere definitivamente la questione. Ora basta – osserva il segretario generale della Cisl Fp Puglia, Giuseppe Melissano – la misura è colma. Per tali ragioni abbiamo informato della vicenda i prefetti di Puglia, il ministero della Salute e il dipartimento della Funzione pubblica. E nel contempo – conclude – abbiamo proclamato lo stato di agitazione del personale precario interessato alla stabilizzazione”.

Negli ospedali, come sottolineato dai sindacati, però mancano all’appello almeno 5mila lavoratori, servirebbero – quindi – anche nuove assunzioni. Per ora il ministero dell’Economia e delle finanze ha autorizzato la Regione Puglia a mettere sotto contratto solamente nuovo personale per rimpiazzare quello andato in pensione tra il 2017 e il 2018. Ma se il sistema sanitario pugliese sarà in grado di ridurre la spesa per mobilità passiva, oltre che quella farmaceutica, potrebbe essere concesso un altro sblocco: i risparmi ottenuti, infatti, potranno essere investiti per sostituire i dipendenti andati in pensione tra il 2008 e il 2016. Se l’obiettivo non sarà centrato la situazione resterà invariata.


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