Il falso biologico alimentare colpisce sei italiani su dieci che nell’ultimo anno hanno messo nel carrello della spesa prodotti bio con un aumento del 15% nelle vendite.  E’ quanto afferma la Coldiretti in relazione alla maxi operazione dei reparti speciali dei Carabinieri per la tutela agroalimentare sulla filiera del biologico in 45 aziende in tutta Italia con il sequestro di 15 tonnellate di alimenti finti bio.

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La Puglia è una delle 3 regioni più bio d’Italia, secondo i dati Sinab del 2017, con un aumento del 41% rispetto all’anno precedente, 4815 produttori e la prima per numero di trasformatori con 1.234 produttori/operatori, rileva Coldiretti Puglia.

“Il falso bio macchia l’immagine di un settore che vede aziende e consumi in continua crescita”, denuncia il presidente di Coldrietti Puglia, Gianni Cantele. “In Puglia si sta assistendo ad un processo di stabilizzazione e normalizzazione – commenta ancora Cantele – rispetto alla diffusione del metodo biologico registrato negli ultimi anni, mentre contestualmente continua l’aumento tendenziale dei consumi, delle ditte di trasformazione e dei servizi connessi alla filiera dell’agricoltura biologica come agriturismi, mense bio, ristoranti e operatori certificati, il tutto pari ad un aumento dell’81 per cento”.

La grande richiesta dei consumatori di cibo biologico ha portato alla realizzazione nei Mercati di Campagna Amica di spazi destinati alle produzioni agroalimentari biologiche, oltre alle Botteghe Italiane completamente bio e numerosi agriturismo di Campagna Amica che hanno impostato la ristorazione proprio sulle produzioni aziendali bio. Proprio a Villa Castelli (Brindisi) c’è l’unico agriturismo del Sud Italia dotato di una piscina biologica.

“Altro punto centrale del nostro progetto sul biologico – continua Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – è l’attenzione alla sicurezza alimentare nei servizi di ristorazione collettiva, divenuto un preciso dovere degli enti locali (Comuni, Province e Regioni), per cui siamo stato promotori di una legge sul Km0 approvata ad aprile dal Consiglio regionale della Puglia. Il settore biologico può diventare uno strumento di valorizzazione e un bacino di approvvigionamento di prodotti di alta qualità al prezzo giusto e un valore aggiunto per gli enti pubblici sensibili alla corretta alimentazione di adulti e bambini”.

Le pratiche bio interessano tutti i comparti agricoli olivo (32%), cereali (22%), vite (6%), frutta (2%). Anche rispetto al segmento dell’acquacoltura biologica 3 impianti sono pugliesi.

La continua richiesta di prodotti freschi e di stagione stimola l’imprenditore biologico a ricercare ulteriori forme di contatto commerciale con il consumatore. I timori dei consumatori, innescati dagli scandali alimentari, si sono tradotti – conclude Coldiretti Puglia – in una seria preoccupazione per la sicurezza alimentare e in una domanda crescente di garanzie di qualità e maggiori informazioni sui metodi di produzione.

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