“La vertenza Ilva è in una fase complicatissima e, in attesa di essere convocati dal neo Ministro dello Sviluppo Economico, la gestione commissariale continua ad avere un atteggiamento poco trasparente anche in merito al numero di dipendenti che continua inspiegabilmente a salire” scrive in una nota il sindacato dei metalmeccanici Fiom Cgil.

“Pare, infatti, che l’organico dell’amministrazione straordinaria, a differenza di quanto previsto anche dalla procedura ex articolo 47, sia passato, nonostante in questi mesi ci siano stati molti lavoratori fuoriusciti volontariamente, da 13.700 a 14.015. Inoltre, c’è poca chiarezza e nessuna informazione dei lavoratori attualmente impiegato nell’appalto. Il sindacato come al solito viene tenuto all’oscuro nei processi decisionali che impattano sui lavoratori e messo dinanzi a fatti compiuti da parte degli attuali commissari Ilva”.

“È del tutto incomprensibile – aggiunge il segretario generale Rosario Rappa – che la gestione commissariale, di fronte ad una situazione di completo stallo in cui si trova la trattativa sindacale a causa della mancata garanzia sul mantenimento degli attuali livelli occupazionali, continui ad assumere dirigenti. Ci troviamo sempre nello stesso schema di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei guadagni! Il ministro dello Sviluppo Economico deve necessariamente fare chiarezza e assumere tutte le decisioni conseguenziali su quanto sta accadendo all’Ilva in una fase delicata che prelude alla vendita ad Arcelor Mittal. Per quanto ci riguarda – prosegue – , le questioni ancora aperte per poter raggiungere l’accordo in sede ministeriale riguardano il piano industriale che è strettamente legato alla salvaguardia occupazionale, compresi i salari e i diritti, di tutti lavoratori attualmente impiegati, oltre a quelli dell’appalto, in quanto ad un aumento della produzione deve corrispondere il mantenimento dei posti di lavoro; il risanamento ambientale e la bonifica dello stabilimento di Taranto – conclude Rappa – al fine di tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini: e l’accordo di programma di Genova”.

 

Pronta la risposta dell’Ilva.  “I  dipendenti del Gruppo Ilva, nella sua totalità, al 31 dicembre 2015 erano 15.730. Al 31 marzo 2018 l’organico risulta invece composto da 14.526 dipendenti, con un decremento quindi di 1.204 unità – si legge in una nota – Di questi, il personale rientrante nel perimetro degli asset che verranno trasferiti ad AM InvestCo Italy, al 31 dicembre 2015 era composto da 14.680 unità, mentre al 31 marzo 2018 i dipendenti sono 14.016, con un decremento di 664 unità. Il solo organico di Ilva in Amministrazione Straordinaria, invece, al 31 dicembre 2015 era di 14.217 unità, mentre al 31 marzo 2018 il personale conta 13.563 dipendenti, con un decremento di 654 unità. La classe dirigente è diminuita da 71 a 66 unità. I Commissari Straordinari – conclude la nota-  hanno sempre operato in modo da garantire la stabilità e la continuità delle attività anche dopo l’uscita dall’Azienda di alcuni manager assegnando alcune funzioni, precedentemente ricoperte ad interim, a risorse già presenti all’interno dell’organico o a personale assunto con contratto a tempo determinato”.

 

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