Le segreterie di Bari Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil chiedono che il ministro del Lavoro e Sviluppo Luigi Di Maio “prenda in carico la tormentata vicenda dei lavoratori ex Om Carrelli”, alcuni dei quali da ieri hanno cominciato lo sciopero della fame in una tenda allestita nei pressi della Prefettura di Bari.

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Si tratta – viene sottolineato – di una “storia drammatica e di profonda ingiustizia che questi lavoratori hanno subito negli ultimi 7 anni, dacché la multinazionale Kion-Still decise nel luglio del 2011 di cessare l’attività produttiva nella storica fabbrica della zona industriale di Modugno-Bari”. “Sette anni in cui, nonostante l’impegno a tutti i livelli sindacali e istituzionali, alcuna soluzione concreta è stata trovata; sette anni in cui questi lavoratori – viene sottolineato – hanno subito la beffa di diverse reindustrializzazioni, poi dimostratesi un bluff. Oggi i circa 170 lavoratori rimasti della gloriosa ex Om carrelli sono letteralmente per strada con le loro famiglie, senza alcuna copertura sociale, senza alcuna iniziativa di politica attiva del lavoro, senza alcuna concreta speranza di un futuro per sé e per i propri famigliari”.

“Ad oggi le istituzioni su questa vertenza – concludono – pur non essendosi dimostrate indifferenti, si sono rivelate purtroppo inefficaci, abbiamo l’obbligo di dimostrare il contrario. Chiediamo con forza di riattivare il tavolo presso il ministero con tutte le istituzioni investite nella vertenza della ex Om Carrelli di Modugno Bari”.

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