A fronte di una diminuzione del 10% delle ispezioni rispetto al 2016, in Italia nel 2017 delle 7.265 aziende sottoposte a controllo da parte dell’ispettorato del Lavoro, più del 50% hanno presentato irregolarità, con 5.222 lavoratori irregolari e 3.549 totalmente in nero, ossia circa il 67%. Emerge dal quarto rapporto “Agromafie e caporalato” dell’osservatorio Placido Rizzotto della Flai Cgil presentato questa mattina a Roma, che fotografa anche un aumento delle segnalazioni fatte all’ispettorato del lavoro, passate da 9 nel 2016 a 94 nel 2017 con 387 vittime di caporalato censite.

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I provvedimenti di sospensione aziendale registrati sono 360 di cui l’87% revocati dopo la regolarizzazione, mentre 284 le persone deferite all’autorità giudiziaria di cui 71 tratte in arresto per sfruttamento lavorativo e caporalato (603 bis c.p.). Secondo il Rapporto a livello territoriale a guidare la “classifica” degli arresti e delle denunce per caporalato è la Sicilia con il 15%, seguita da Toscana con l’11% e da Puglia e Emilia Romagna a 10%. Seguono Lazio e Veneto (8%), Calabria e Lombardia (7%), Molise (6%), Basilicata (5%), Campania (4% e altre regioni), Abruzzo e Marche (2%). Chiude il Piemonte con l’1%.

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