“La proposta della Regione di Puglia per il nuovo  Bando 2018  di  procedere per gli assegni di cura per i disabili gravi e gravissimi dagli attuali mille a 900 euro al mese, fatta alle associazioni che rappresentano i malati e le loro famiglie, lo trovo un colpo basso”. La denuncia è del consigliere regionale di Direzione Italia/Noi con l’Italia, Renato Perrini.
“Se già nella ‘normalità si fa fatica ad arrivare a fine mese, non è possibile immaginare che  queste 900 euro al mese debbano bastare a chi si trova in un letto nella impossibilità di fare nulla della propria vita per malattie invalidanti,  allora dico Che non Basta  – continua – Le difficoltà che vivono queste persone, queste famiglie le ascolto e le tocco con mano ogni santissimo giorno. Quelle cento euro in meno sono vitali per chi per essere in vita ha bisogno di cure essenziali”.
La riconferma sulla disponibilità di solo 25 milioni di euro per gli assegni di cura,  intenzione già preannunciata dal presidente della Regione Michele Emiliano, è  stata data nei giorni scorsi  dall’Assessore regionale al Welfare Salvatore Ruggieri  in un incontro con le associazione pugliesi interessate.
La Regione Puglia ha annunciato anche la riduzione degli aventi diritto, proponendo ai fuori graduatoria altre forme di sostegno sociale.
“Il vecchio bando – continua Perrini –  è scaduto  il mese scorso, e  si rischia come l’anno passato un blackout  nella fruizione del diritto. Ritardi che sono insostenibili per le famiglie con a carico cari non autosufficienti gravi o gravissimi,  la differenza è sottile ma altrettanto grave, gravissimo per la vita umana è non commettere errori di diseguaglianza nella distribuzione dei benefici”.
Lo scorso anno la  Regione Puglia erogò le mille euro a 5.055 aventi diritto ma con un budget di ben 18 milioni a cui si sono aggiunti 60 milioni anno 2017.
“La domanda mi sorge spontanea: come farà la Regione con solo 25 milioni di euro  a coprire le richieste che l’anno passato è riuscito a garantire solo attraverso un aumento del fondo di 60 milioni e dar via alle procedure di assegnazione? E’ chiaro che i fondi predisposti sono insufficienti. Ora è essenziale risparmiare e tagliare il superfluo”, conclude il consigliere regionale.
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