L’annuncio sul congelamento dei fondi per le periferie, secondo quanto previsto dal Milleproroghe approvato in Senato, ha mandato su tutte le furie i sindaci italiani che avevano ottenuto finanziamenti per la riqualificazione dei quartieri periferici. Alcuni si sono salvati, come Bari, dato che hanno usufruito della prima tranche di finanziamenti, ma per 96 città quei progetti rischiano di restare sulla carta. Forte la protesta dell’Anci, per voce del presidente Antonio Decaro.

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“Nel decreto milleproroghe noi sindaci cogliamo un segnale positivo e uno molto, molto negativo. Se è vero, infatti, che sembra avviata la procedura per sbloccare gli avanzi di amministrazione, un obbligo dopo le sentenze della Corte costituzionale, la sospensione delle convenzioni del Bando periferie per 96 tra città e aree metropolitane è una decisione preoccupante e gravissima – commenta –  Parliamo di atti già firmati dalla Presidenza del Consiglio e dagli enti interessati, convenzioni in virtù delle quali le amministrazioni hanno avviato attività di progettazione quando non anche le gare. Quei 96 sindaci potrebbero diffidare la presidenza del Consiglio ad adempiere a quanto deciso e sottoscritto dal governo. Davvero non vorremmo essere costretti ad arrivare a tanto. Ma pretendiamo chiarezza”.

Protesta il sindaco di Foggia, Franco Landella.  «Il congelamento, sino al 2020, dell’erogazione dei fondi destinati alla riqualificazione delle periferie dei Comuni capoluogo italiani, contenuta nel “Decreto Milleproroghe” approvato dal Senato della Repubblica, è una decisione sbagliata ed incomprensibile. Attorno al programma costruito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del quale la città di Foggia è stata destinataria di un finanziamento pubblico pari a 18 milioni di euro, cui si aggiungono 10 milioni di risorse economiche private, l’Amministrazione comunale ha immaginato e progettato una stagione importante di rinascita urbanistica e della qualità della vita della nostra comunità. Un lavoro rilevante, sotto il profilo degli obiettivi da cogliere e delle attività progettuali messe in campo. Imbalsamare un così cospicuo investimento pubblico è un errore strategico decisamente grave, perché impedisce il dispiegarsi di conseguenze virtuose rispetto al processo generale. In altri termini blocca sul nascere l’effetto moltiplicatore derivante dall’indotto che lavori pubblici di questa entità e di questa importanza attiverebbero in termini economici ed occupazionali. Senza considerare, ovviamente, la finalità di contrasto al degrado sociale collegata alla riqualificazione urbana delle nostre periferie”

Il Comune di Foggia è impegnato in prima linea, accanto al presidente Decaro, nel verificare la strada migliore da percorrere, in caso di conferma del provvedimento, al fine di salvaguardare comunque quelle risorse economiche già stanziate attraverso la stipula delle relative Convenzioni tra Stato e Comuni, peraltro sottoscritte sulla base delle progettualità esecutive e non soltanto delle idee di ordine generale.

“Con il primo cittadino di Bari – continua Landella –  infatti, sono personalmente in contatto già da ieri, valutando anche l’opportunità di promuovere un ricorso di carattere amministrativo finalizzato a difendere la validità delle Convenzioni.  In questa partita la posta in gioco è un pezzo del futuro di Foggia, argomento di gran lunga più serio delle piccole beghe propagandistico-elettorali. Un orizzonte che chiama tutti all’unità istituzionale rispetto alla difesa degli interessi della nostra città».

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