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Il ministero della Giustizia dovrà comparire il prossimo 12 ottobre dinanzi al Giudice di Pace di Bari per la prima delle decine di udienze in cui è stato citato per risarcire gli avvocati baresi, danneggiati – a loro dire – dal blocco dei processi penali dovuto all’inagibilità del Palagiustizia. Nello scorso mese di giugno, all’indomani della dichiarazione di inagibilità dell’immobile di via Nazariantz e del decreto legge che ha sospeso i processi senza detenuti a Barifino al 30 settembre, una ventina di penalisti ha chiesto al ministero un risarcimento danni ritenendo “ingiusto che tale situazione di sostanziale impedimento dell’attività professionale penale, costituzionalmente garantita nell’interesse dei cittadini, debba ricadere solo sugli avvocati, senza conseguenze risarcitorie a carico del ministero”

A farsi promotore di questa iniziativa, in una prima fase attraverso la strada della negoziazione assistita e poi con citazione dinanzi al Giudice di Pace, è stato l’avvocato Ascanio Amenduni, con il sostegno della Camera Penale di Bari. Ad alcune di queste istanze il ministero ha risposto dicendo che “non sembrano ravvisarsi elementi tali da far emergere una responsabilità dell’amministrazione in relazione al danno che si asserisce essere stato subito”, ad altre non ha risposto affatto. Dinanzi al giudice di pace, oltre alle richieste risarcitorie “per il mancato o ritardato guadagno” causato dal rinvio delle udienze, i penalisti solleveranno anche la questione di legittimità costituzionale del decreto legge che ha sospeso i processi a Bari, chiedendo al giudice di trasmettere gli atti alla Consulta.


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