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A 230 km all’ora causò incidente e bimba perse una mano: 23enne di Altamura a processo

Pubblicato da: redazione | Gio, 18 Ottobre 2018 - 14:00

Un 23enne residente ad Altamura è stato citato a giudizio dal pm di Taranto Giorgia Villa con l’accusa di lesioni personali gravissime per avere provocato un incidente stradale il 24 giugno 2017 mentre correva ad oltre 230 chilometri orari sulla statale Appia, mandando fuori strada l’auto sulla quale viaggiava una famiglia romena e fuggendo senza prestare soccorso.

Una bimba di 5 anni a seguito dell’impatto ha poi dovuto subire l’amputazione della mano sinistra. L’imputato dovrà comparire l’8 gennaio 2019 davanti al tribunale monocratico di Taranto. È stato identificato grazie alle indagini condotte dai carabinieri. La famiglia coinvolta nell’incidente è assistita dallo Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini. L’incidente avvenne alle 22.30. La Opel Tigra con a bordo la famiglia romena (il papà 32enne residente da tempo a Ginosa, la moglie e i due figli, un bambino di dieci anni e una figlia di allora cinque anni) viaggiava sulla statale 7 via Appia, da Laterza (Taranto) verso Castellaneta.

La Mercedes Classe C intestata al padre dell’imputato ma in uso al 23enne giunta a tutta velocità, tentò un sorpasso azzardato ma il conducente, accortosi dell’arrivo sulla corsia opposta di una Renault Clio, “rientrò – secondo l’accusa – nella sua corsia di marcia, urtando dapprima lievemente la Clio sulla fiancata sinistra e tamponando violentemente la Opel Tigra”, che uscì di strada urtando un muretto a secco e ribaltandosi più volte e finendo in un terreno agricolo. Il conducente, la moglie e il figlio più grande rimediarono numerosi traumi e contusioni non gravi, mentre alla bimba fu amputata la mano. La bambina, che dovrà convivere per tutta la vita con la pesante menomazione e con la necessità di dover portare una protesi, ha “appena iniziato – sottolinea una nota dello Studio 3A – le scuole elementari, non è tuttora riuscita a superare il trauma, è chiusa in se stessa, si sente diversa rispetto ai coetanei ed è seguita da una psicologa”.

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