Travolgente anche se difficile da seguire per chi non è napoletano. E’ l’unico limite, seppur rilevante, dello spettacolo “La parola canta” di – in scena al teatro Petruzzelli di Bari l’8 e 9 novembre – che rende omaggio a Napoli tra musica e parole. Toni Servillo è un mostro sacro del palcoscenico. Ogni gesto, ogni pausa è puro spettacolo. Le poesie rimbombano nel politeama barese, lo riempiono di immagini e metafore crude, dirette o ironiche. Il premio Oscar de “La grande bellezza” si immedesima fisicamente nelle storie che racconta e prova a rendere comprensibile (con successo alterno) ogni suono del dialetto napoletano.

Il fratello Peppe, frontman della piccola orchestra “Avion travel”, interpreta canzoni del passato e del presente garantendo ritmo e vitalità alla messinscena. A sorpresa i veri protagonisti de “La parola canta” sono i Solis String Quartet (Vincenzo Di Donna – violino, Luigi De Maio – violino, Gerardo Morrone – viola, Antonio Di Francia – violoncello). Gli spettatori baresi applaudono a più riprese i brani originali suonati dal quartetto d’archi.

(Foto: lagazzettadellospettacolo.it)

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