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Sono Francesco Calabrese (32 anni), Davide Lepore (25) e Domenico Campanale (30) i tre uomini arrestati all’alba di oggi dal personale della Squadra Mobile di Bari, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Sono ritenuti responsabili di lesioni personali aggravate e violenza privata in concorso, commessi con l’aggravante di cui all’articolo 416 bis codice penale, per avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di appartenenza all’associazione di tipo mafioso Strisciuglio-Campanale, nell’ambito della lotta con il clan Capriati-Lorusso per il controllo del potere criminale nel quartiere San Girolamo di Bari.

I fatti risalgono all’11 maggio scorso quando, nel quartiere San Girolamo di Bari, alle prime ore dell’alba, dopo una accesa discussione con gli arrestati, Michele Loseto rimase ferito alla gamba sinistra, attinto da una serie di proiettili.

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia, hanno accertato che Calabrese, Lepore e Campanale, tutti armati di pistola, intimarono a Loseto di non fare ritorno nel quartiere San Girolamo, costringendolo ad un vero e proprio atto di sottomissione al clan Campanale. Dopo averlo aggredito, infatti, gli ordinarono di “inginocchiarsi” e, al suo rifiuto, seguì l’esplosione di colpi di arma da fuoco che colpirono Loseto alla gamba sinistra, procurandogli diverse fratture.

I fatti delittuosi oggetto d’indagine vanno ricondotti alla guerra che ormai da anni vede contrapposte le associazioni di tipo mafioso Strisciuglio-Campanale e Capriati-Lorusso, una vera e propria faida, iniziata nove anni fa.

Ecco la cronistoria.

La sera del 23 agosto del 2009 Umberto Lorusso, cugino di Loseto, perse definitivamente l’uso degli arti inferiori a seguito di un agguato armato mentre si accingeva a rincasare. Per tale episodio di sangue, Diego Casadibari, detto “gagang”, venne condannato in primo grado dal Tribunale Penale di Bari; successivamente è deceduto in carcere per cause naturali;
La sera del 16 giugno 2010, Felice Calabrese, detto “pallotta”, nipote di Leonardo Campanale, subì analogo agguato nel quale perse la mobilità agli arti inferiori.

Nel tardo pomeriggio del 25 agosto 2012 Felice Campanale, padre di Leonardo e Giacomo, subì un agguato armato. Il 28 agosto 2013, lo stesso Campanale (scampato all’agguato del 25 agosto 2012) fu assassinato nel quartiere Poggiofranco di Bari, all’uscita di un centro ludico ove aveva partecipato alla festa di compleanno del nipote;

L’11 gennaio 2015, Nicola Lorusso, padre di Umberto e Saverio, fu assassinato, mentre transitava a bordo della propria autovettura in compagnia della moglie, nel quartiere San Girolamo. Il 28 luglio 2016, per tale episodio di sangue (che ha costituito l’ulteriore risposta all’assassinio di Campanale ), sono stati arrestati Leonardo Campanale e Gianfranco Caputi quali esecutori materiali (il primo anche in veste di mandante). Entrambi, in primo grado, sono stati condannati alla pena dell’ergastolo.

Nel corso delle perquisizioni è stata rinvenuta, nel quartiere San Girolamo, nei pressi di una palazzina popolare, una busta contenente 500 grammi di marijuana suddivisa in dosi.


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