“Una rivoluzione copernicana”. Così Vito Procacci, primario del pronto soccorso, descrive la nuova zona di accoglienza per i 70mila pazienti che ogni anno arrivano al Policlinico di Bari. E’ la prima tappa verso l’ampliamento delle principali aree d’emergenza pubbliche della Puglia basato su tre asset: accoglienza diretta dei pazienti, comunicazione e nuove grafiche, differenziazione dei percorsi in base al codice (bianco, verde, giallo, rosso).

Questa mattina è stata presentata dopo 60 giorni di lavori una nuova camera calda (lo spazio che prima era destinato al parcheggio) per lo sbarellamento dei pazienti e una più ampia e confortevole sala d’accoglienza. Oltre all’intervento di riorganizzazione funzionale dei percorsi assistenziali: codice verde, accoglienza in sala d’attesa e visitata in ambulatorio. Codice giallo, valutazione da parte di un team composto da medico leader, studente specializzando e tre infermieri. Codice rosso, i pazienti non attendono nella sala e accedono da un tunnel che porta direttamente alla sala rossa. Con sette box per la terapia intensiva e 14 posti letto di semi intensiva. In tal modo anche i pazienti meno urgenti, avranno a disposizione spazi dedicati che, a regime, saranno dotati di un servizio di diagnostica per immagini e di ambulatori specialistici. La sala “rossa” è dotata di alta tecnologia, come ad esempio una nuova tomografia assiale computerizzata. All’ingresso anche nuove grafiche di colore rosa scuro, free wifi, e una zona reception.

I lavori saranno completati entro la fine dell’estate prossima. “I prossimi mesi saranno importanti – ha detto il direttore Giovanni Migliore – tra 180 giorni, cioè prima della prossima estate, saranno consegnati anche gli spazi dedicati per i codici verdi e quelli per i codici gialli, e su questo stiamo già lavorando da un paio di mesi. Prossimamente inoltre sarà attiva anche l’area per la radiologia, completamente autonoma, che finalmente sarà allo stesso piano del pronto soccorso. La nostra sfida è quella di rispettare anche in questo caso il cronoprogramma delle opere e, allo stesso tempo, non interrompere l’attività di pronto soccorso, cercando di offrire al territorio un servizio adeguato”.

“L’obiettivo fondamentale che vogliamo raggiungere – ha concluso il direttore generale – è quello di assicurare tempi di attesa più rapidi, meno lunghi e soprattutto di assicurare un percorso più adeguato e sicuro ai pazienti. Coloro che hanno realmente necessità di essere assistiti in urgenza e in emergenza verranno assistiti da personale dedicato e non incroceranno il percorso di coloro che hanno bisogno del pronto soccorso, ma magari per patologie meno importanti e che potrebbero più efficacemente rivolgersi ad altri presidi sul territorio”.


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