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I medici del pediatrico Giovanni XXIII sono esasperati dalle condizioni in cui sono costretti a lavorare, sotto organico, con quattro reparti addirittura senza un primario a guidarli, scarsa strumentazione e dispositivi medici. Il pronto soccorso, spesso, è affidato ad un solo medico. A denunciare la situazione è l’Ordine dei medici di Bari, nei giorni scorsi il presidente Filippo Anelli ha incontrato il personale in servizio al pediatrico e si è fatto loro portavoce nei confronti della Regione Puglia.

“L’incontro – spiega Anelli – è nato dalla necessità di ascoltare il disagio dei colleghi che operano in una struttura talvolta al centro di vicende che hanno interessato l’opinione pubblica, come quella relativa alla morte del bambino che era stato ricoverato al Giovanni XXIII per polmonite”. “Dall’incontro – spiega ancora Anelli – è emerso in maniera netta il disorientamento dei professionisti che lì lavorano in merito all’identità della struttura e quindi alla sua governance. Oggi è infatti demandata al Direttore Generale del Policlinico, mentre i medici vorrebbero fosse autonoma”.

Il direttore del Policlinico Giovanni Migliore ha assicurato di aver definito la nuova dotazione organica portandola da 630 a 830 addetti e ha confermato la volontà di assumere celermente 170 infermieri, 27 medici e 4 primari.

“Il timore – denuncia lo stesso Anelli – è che per tamponare le urgenze, in assenza di personale, molte prestazioni siano affidate a medici non specializzati in ambito pediatrico. L’auspicio è quello di mettere i professionisti nella condizioni di poter operare in sicurezza riducendo il rischio clinico e la possibilità di errore. Un auspicio che deve coniugarsi necessariamente anche con l’adozione di nuovi macchinari e la sostituzione di quelli obsoleti”.


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