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Si chiamano “legal fake” e sono imitazioni di marchi ma legali. Perché chi produce appunto i legal fake “approfitta” della mancata registrazione di un marchio nel proprio paese per produrre con quel brand.

In Puglia c’è il caso legato alla nota marca di moda americana “Supreme”. A farlo scoppiare nuovamente l’annuncio di Samsung che poche settimane fa aveva comunicato di aver intrapreso una collaborazione con Supreme, che in realtà non era quella americana dell’azienda Chapter 4, ma un’azienda barlettana.

In Puglia, come rivela anche Telenorba, ci sono poi due casi Supreme, uno di Michele Di Pierro che ha registrato il marchio Supreme Italia e quello di Giuseppe Di Malta titolare di Supreme Gold.

La Supreme americana ha cercato in tutti i modi di bloccare lo sviluppo dei legal fake, rivolgendosi persino al tribunale e ha provato anche a registrare il suo marchio in Europa e Italia, cosa che non aveva fatto prima. Inutilmente. Domani ci sarà il Riesame  del Tribunale di Bari su un ricorso che è stato pronunciato a favore della Supreme Gold.


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