Fischiato, insultato, accompagnato in ogni sua azione da belati e ululati razzisti del pubblico di San Siro, durante la sfida di campionato tra Inter e  Napoli (terminata 1 a 0 per la squadra milanese), Kalidou Koulibaly risponde sui sociale all’Italia peggiore.

In un post con migliaia di condivisioni e “mi piace” scrive: “Sono orgoglioso del colore della mia pelle. Di essere francese, senegalese, napoletano: uomo”. Il difensore della squadra azzurra, ieri tra i migliori in campo fino al momento dell’espulsione decisa dall’arbitro Mazzoleni per un episodio controverso e un applauso nervoso rivoltogli dallo stesso Koulibaly, ha provato più volte a trasmettere la propria indignazione per gli insulti che piovevano dagli spalti. Lo stesso allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti, ha dichiarato che la panchina azzurra aveva chiesto più volte la sospensione della partita anche per i cori “Vesuvio lavali col fuoco” arrivati a poche ora dall’eruzione dell’Etna in Sicilia, oltretutto.

Mazzoleni non ha proceduto e ha punito oltremodo il centrale senegalese per il gesto, dettato dal nervosismo, dell’applauso. E l’Italia si sveglia sconcertata in pieno dibattito e sconcerto su temi che  sembravano superati il secolo scorso.

 

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