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Un patrimonio che invidierebbero tutte le città del mondo ma che a Bari versa in condizioni di completo abbandono. Sono le 240 edicole votive, alcune di centinaia di anni, che proteggono i vicoli del centro storico ma che sono state trascurate dalle amministrazioni negli anni. La denuncia è del circolo Acli Dalfino.

“Solo poche edicole sono state recuperate  – spiega Michele Fanelli, rappresentante del circolo Acli Dalfino –  grazie ad associazioni che hanno risposto al nostro appello, ma quanto fatto non è sufficiente perché questo patrimonio che è della Stato deve essere preso in cura dagli enti pubblici che devono prendere di petto questo problema”.

Le edicole sono state anche depredate dai vandali oltre che dall’incuria. “Il Comune – continua Fanelli –  deve investire in questo patrimonio in stretta collaborazione con i residenti, che ne detengono la proprietà spirituale e religiosa, e non lasciare ad associazioni, che con la scusa del recupero, ne rivendicano l’onere di proprietà. Come è capitato per l’edicola “dei 3 Santi” in via San Sabino, recuperata da un’associazione, che dopo il restauro ha deciso senza chiedere ai residenti, la nuova collocazione, cioè nel Museo Civico. I residenti sono stati i custodi per secoli di questa edicola e sono stati ingannati, offesi, perché chi aveva recuperato l’Edicola ne aveva già deciso la sua nuova destinazione non più per strada,  ma in museo”.

Sono circa trenta le edicole più rovinate e che necessitano di un restauro. “I “Santi di strada” – conclude Fanelli –  sono stati voluti dai residenti, quali custodi di santità e devozione popolare, tramandata nel corso del tempo, quindi è patrimonio e memoria storica della città, ragion per cui nel bilancio comunale deve esistere una somma destinata al recupero devozionale e alla valorizzazione della memoria storica, votiva ed artistica della fede popolare”.

(in foto l’edicola dei Tre Santi recuperata e messa in un museo)


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