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Bari, autoerotismo e orientamenti sessuali negli opuscoli per le scuole superiori, è bufera

Pubblicato da: Samantha Dell'Edera | Mar, 8 Gennaio 2019 - 11:45
opuscolo scuole
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Bufera sugli opuscoli di educazione sessuale stampati dall’amministrazione comunale e messi a disposizione delle scuole per gli alunni di quarto e quinto superiore. L’opuscolo, distribuito in tutta Italia, è stato finanziato e approvato dal Miur  ed è stato redatto nel 2015.

All’interno ci sono varie sezioni: dall’orientamento sessuale all’autoerotismo al sesso sicuro e alle malattie sessualmente trasmissibili. Un opuscolo che ha mandato su tutte le furie il movimento del “Popolo della famiglia” e numerosi genitori che si sono rivolti anche alla nostra redazione.

La protesta

“Il sindaco Decaro e il suo Tavolo Lgbtqi – si legge in una nota dell’avvocato Fabio Candalice, portavoce della protesta –  stanno per portare nelle scuole superiori di Bari un progetto gender, con tanto di conferenze e distribuzione ai ragazzi e alle ragazze di un vergognoso opuscolo dal titolo «Che cos’è l’amor», in cui, tra le tante porcherie e scempiaggini, spiccano le più spinte teorie sul «gender» e sull’orientamento sessuale, le pruriginose spiegazioni delle zone erogene, con tanto di spiegazione su cosa si può fare, per finire con esempi pratici (molto pratici…) di autoerotismo. Il sindaco Decaro ha dato il via libera per l’acquisto di n. 200 di questi veri e propri trattati sull’omosessualità, spendendo € 1403,00 (IVA inclusa) di soldi dei cittadini baresi.  Orbene, a parte il fatto che informerò personalmente il Ministro della Pubblica Istruzione di questa iniziativa, chiedendogli di intervenire presso la Dirigenza Scolastica Regionale, la questione che si pone è la seguente: perché Decaro spende i soldi pubblici per questa schifezza? Un’ideologia marcia, disumanizzante e pericolosa per le menti e per i corpi dei più giovani”.

La replica del Comune

Il Comune respinge le accuse. Gli opuscoli sono stati stampati, è vero, ma nell’ambito di un progetto nazionale che non è ancora partito nelle scuole. Al momento solo un istituto ha mostrato interesse. “Chi li vorrà – spiegano dal Comune – potrà richiederli e metterli a disposizione di studenti di quarta e quinta superiore. Non stiamo parlando di bambini ma di ragazzi. Il progetto non è ancora partito e riguarda non solo gli opuscoli ma quattro seminari con docenti, ginecologi e psicologi. Non c’è nessuna spinta alla teoria gender ma esclusivamente si spiegano, nell’opuscolo, tra le altre cose, i diversi orientamenti sessuali”.

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