Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Donato D’Agostino, amministratore unico e rappresentante legale della Chimica D’Agostino e Francesco Loliva, responsabile del laboratorio interno della società, da ieri agli arresti domiciliari su disposizione della magistratura barese per i reati di turbata libertà degli incanti aggravata continuata, frode nelle pubbliche forniture continuata e truffa aggravata continuata in danno di Acquedotto Pugliese.

L’inchiesta riguarda nove presunte gare truccate risalenti agli anni 2012-2016 per la fornitura di ipoclorito di sodio destinato alla potabilizzazione dell’acqua. Negli interrogatori di garanzia dinanzi al gip del Tribunale di Bari Giovanni Abbattista, entrambi gli indagati, difesi dagli avvocati Alessandro Dello Russo e Michele Laforgia, hanno dichiarato di non essere in grado di rispondere, considerata la complessità delle accuse, la mole dell’ordinanza, l’impossibilità di esaminare gli atti di una indagine che è durata ben quattro anni e di accedere alla documentazione aziendale, riservandosi di farlo in seguito.

L’indagine della guardia di finanza, coordinata dai pm Luciana Silvestris e Claudio Pinto, ha accertato irregolarità nelle procedure di gara con la falsificazione della documentazione e delle analisi di laboratorio e fornendo in alcuni casi un prodotto con una concentrazione di cloro al di sotto di quella prevista dalla norma. Nell’inchiesta risultano indagate complessivamente 13 persone, tra le quali anche funzionari di Aqp. Per quattro di loro, Nicola Troccoli, Vincenzo Introna, Maurizio Cianci e Marco Scannicchio, la Procura ha chiesto l’interdizione che sarà valutata dal gip dopo gli interrogatori che si terranno i prossimi 16 e 17 gennaio.


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