Al freddo, senz’acqua calda, con servizi igenici provvisori e finestre rotte. Da un anno Simone, Elsa e Ion, insieme altri dieci indigenti (italiani, pakistani e indiani), vivono abusivamente in uno dei casolari in abbandono nell’ex caserma Rossani: “Quando arriveranno gli operai andremo via, ma finora nessuno ci ha aiutato”.

Dal 6 febbraio parte il cantiere per realizzare un parco urbano da 30.000 mq. Ma una struttura, fuori del centro sociale, è ancora occupata da senzatetto che rischiano di tornare per strada. Le pareti della “casa-comunità” sono interamente ricoperte da scritte e murales, il portone viene chiuso con un catenaccio (foto in basso). Di notte poche lampadine illuminano le stanze, per cucinare usano fornelletti pericolosi e per la doccia bisogna affidarsi al servizio Caritas. Si accede attraverso un varco nelle recinzioni del park&ride eppure finora nessun si è accorto di loro, nemmeno gli assistenti sociali.

“E’ diventata la nostra casa – raccontano – abbiamo trovato corrente e acqua attivati, conviviamo e sopravviviamo. Chiediamo sostegno. Siamo italiani, abbiamo voglia di lavorare”. Il Comune ha affidato l’opera a un raggruppamento temporaneo di imprese capeggiate dall’azienda agricola vivaistica Pichichero. Con un finanziamento da 950 mila euro, in 300 giorni per piantare nuove alberature, manutenere il verde già presente, creare strutture sportive dilettantistiche.

 


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