Valorizzare in chiave turistica il patrimonio culturale lasciato dai regimi totalitari nel XX secolo attraverso la creazione di un itinerario tra 14 edifici storici di Bari. Oltre le ideologie, è l’obiettivo del progetto Atrium Plus – finanziato dalla Ue in cooperazione tra Italia e Croazia – in cui il Comune di Bari è partner insieme a Forlì (capofila), l’Università di Zara, i Comuni di Labin e Ferrara.

La mappa (foto in basso) si snoda sul lungomare di Levante e tocca la Chiesa di San Ferdinando, il Palazzo Mincuzzi, la Banca d’Italia, il Circolo canottieri Barion, il palazzo dell’Acquedeotto pugliese, il Kursaal Santalucia, il caseggiato Incis, l’Albergo delle Nazioni, il palazzo della Città metropolitana di Bari, il Comando scuole Aeronautica militare – III Regione Aerea, la caserma Bergia, il palazzo del Corpo Forestale dello Stato e il Museo civico di Bari.

Nello specifico, è prevista la realizzazione di una strategia di informazione per la segnaletica uniforme, pannelli informativi e brochure. Attuazione di un corso di formazione transfrontaliero per guide turistiche sulla base delle cosiddette esperienze di “city walking” originate dalla Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa. Attivazione di un programma pilota di visite di studio che coinvolga le scuole delle città/aree partner del progetto, sia per testare le potenzialità del turismo culturale delle architetture e della memoria legata ai regimi totalitari.

“Sono stati i regimi novecenteschi – ha spiegato l’assessore Silvio Maselli – a scegliere il razionalismo teorizzato dal Bauhaus come espressione della forza dello Stato totalitario. L’essenzialità del razionalismo che rinuncia agli orpelli e alle decorazioni del liberty per esprimere la funzionalità degli edifici, diventa così lo stile prescelto per l’edilizia pubblica, nell’Italia del Ventennio come nella Croazia di Tito”.

All’incontro è intervenuto anche il presidente di Federalberghi Francesco Caizzi, che ha sottolineato come “ora più che mai è necessario fare un salto culturale nel settore turistico,  passando ad una proposta che, accanto agli itinerari già noti, ne suggerisca di nuovi”. “Lo staff – ha proseguito Paola di Marzo – ha lavorato insieme al professor Leuzzi, profondo conoscitore della storia del ‘900 e alla sua assistente Annabella De Robertis, con una classe del liceo Salvemini: con loro abbiamo ideato il percorso Atrium plus della città di Bari che testeremo con una classe di Forlì mercoledì prossimo. Sarà l’occasione per rimodulare i passaggi che non dovessero funzionare e capire se e quanto della nostra idea arrivi al pubblico”.

Il programma prevede che, mercoledì 6 marzo, una classe del Liceo Morgagni di Forlì, accompagnata dalla classe 4 F del Liceo Salvemini di Bari, percorra l’itinerario che gli studenti del Salvemini hanno predisposto in collaborazione con il Comune di Bari: la partenza è fissata alle ore 9 all’ingresso dell’assessorato regionale all’Agricoltura (Lungomare Nazario Sauro 47/49). La mattina di giovedì 7 marzo, invece, presso l’auditorium delle Culture del Liceo Salvemini di Bari, si terrà un evento transnazionale di disseminazione a cui parteciperanno tutti i partner italiani e croati del progetto.

Il progetto è ammesso a finanziamento per un importo complessivo di € 696.770,00 di cui € 123.906,00 di competenza del Comune di Bari. L’intensità del cofinanziamento del FESR da parte del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg V/A Italia – Croazia 2014/2020 è pari all’85% dell’importo finanziato, mentre il restante 15% per i partner italiani è coperto dallo Stato, secondo quanto disposto dalla Delibera CIPE n. 10/2015 del 28.10.2015. Atrium Plus si concluderà il 30 giugno 2019.

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