Elisabetta Pani, 44 anni a luglio, è la candidata sindaco per i Cinque Stelle alle prossime elezioni del 26 maggio. Docente del reparto Afam (Alta formazione artistica musicale) è entrata di ruolo dopo 20 anni di precariato. Convive da 11 anni con l’attore Totò Onnis ed è madre di due figli. La sua candidatura? “Atto dovuto alla mia città”.

A chi ha comunicato per la prima volta che si voleva candidare a sindaco?

“Ho condiviso la mia volontà con alcuni attivisti dei Cinque stelle”

In famiglia cosa hanno pensato?

“Totò  è un mio grande sostenitore, è stato lui a creare in me il desiderio di avvicinarmi ai Cinque stelle. Ero agguerrita nella difesa dei lavoratori precari, soprattutto del mondo della scuola. Me lo diceva da tanti anni ed è stato lui poi nel 2012 a spingermi a partecipare ad una delle prime riunioni. Sulla mia scelta di correre per il sindaco, è stato contento anche se avrebbe preferito che mi spendessi ad altri livelli, sempre politici. Non era molto d’accordo quindi all’inizio,  però mi appoggia. Per quanto riguarda invece i miei genitori si sono un po’ spaventati.  Loro conoscono il mio carattere: sono una persona riservata e schiva e temevano che questa cosa potesse turbare l’equilibrio. Però alla fine credono molto nella mia capacità di gestire situazioni complesse. Dopo un primo spaesamento mio padre è stato entusiasta ed ora mi appoggia con grande forza e ha visto in questi mesi che la cosa sta procedendo molto bene”.

Come si definirebbe?

“Sono una persona che non scende a compromessi, conoscendomi ad esempio i miei genitori ritenevano che fossi troppo pura. La purezza deve essere invece il valore aggiunto, una delle mie bandiere. Penso di poter essere una figura nuova e diversa”.

Gli impegni in politica influiscono sulla sua vita privata?

“Anche se non dovessi fare il sindaco mi impegnerei comunque in tutto. I miei figli sono abituati a vedermi poco perché anche prima quando non ero in campagna elettorale comunque ero fuori per impegni di lavoro e di studio. Non cambierà  quindi nulla”.

Qual è il punto del suo programma al quale tiene maggiormente? 

“Sicuramente l’ambiente, se non c’è futuro per il nostro territorio dal punto di vista ambientale non si può parlare del resto. Dobbiamo consegnare un ambiente sostenibile ai nostri figli. Poi il welfare: Bari è una città dove c’è tanta gente in stato di disagio economico e sociale, qui è difficile accedere ai servizi del welfare, vivere la città, anche nelle cose più banali. Importanti per me sono anche la cultura e il commercio”.

Ambiente sostenibile, come si può fare?

“Rendere Bari comune plastic free, eliminando le bottigliette di plastica da tutti gli edifici di proprietà comunali e dalle scuole, incentivare i negozi che vendono prodotti alla spina e imballaggi bio. Senza dimenticare il trasporto pubblico che deve essere efficiente e poi lavorare sulla riduzione delle auto private”.

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