«La Xylella è davvero un incubo. La nostra realtà è quella che è per gli alberi che ci vivono dentro. Bisogna ripensare il rapporto con le migrazioni degli alberi. La Xylella è un batterio importato dall’estero, faceva parte di un ecosistema nel quale poteva essere sconfitto. Qui non ci sono state le stesse condizioni. L’ecosistema degli alberi non è più solo locale, ma globale»: così ha commentato la crisi degli ulivi pugliesi, colpiti dal batterio della Xylella, Richard Powers, vincitore del Premio Pulitzer 2019, intervenendo a Polignano a mare (Bari) nell’anteprima del festival letterario “Il libro possibile”, giunto alla XVIII edizione e curato da Rosella Santoro.

Powers ha presentato il romanzo «Il sussurro del mondo», edito da La Nave di Teseo. «Sono stato sorpreso dalla notizia di aver vinto il Pulitzer 2019. Ormai vivo in una specie di cabina tra le Rocky mountains – ha aggiunto Powers – il mio romanzo ha una lunga storia e mi piace pensare che abbia avuto successo, consentendomi di viaggiare molto. Ritornare alla mia vita nelle Montagne rocciose è poi difficile, perché cambia la velocità della vita. Questi spostamenti mi fanno assaporare la differenza tra stili e ritmi di vita differenti».

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