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Bari, gli infermieri precari contro Emiliano: “In 300 mandati a casa, ora un altro concorso”

Pubblicato da: redazione | Sab, 20 Luglio 2019 - 06:30
infermieri protesta
L’annuncio del governatore Michele Emiliano di un maxi concorso per assumere in Puglia mille infermieri ha fatto infuriare i 300 precari che l’anno scorso, nonostante mesi di lavoro negli ospedali di Bari, provincia e della Bat, non si videro rinnovare il contratto e furono mandati a casa.
“Caro presidente – scrive il Movimento infermieri precari di Puglia – qual è la verità? Una domanda a bruciapelo ma dietro alla quale si nascondono lotte, interessi, malcontento, e soprattutto sfruttamento di professionalità. A settembre molti  infermieri precari la imploravano di prendere in mano la reale situazione del fabbisogno infermieristico, in virtù dello scadere di centinaia di contratti  di infermieri in tutte le Asl pugliesi, ma per molti vigeva la priorità di smaltire la graduatoria degli idonei, oltre che dei vincitori del concorso svoltosi da poco. Cosa giusta e logica, ma buona cosa sarebbe stata anche capire la reale situazione: ci stavamo dentro tutti in questa sanità pugliese: vincitori, idonei e precari”.
Il Movimento rinfaccia ad Emiliano, invece, di aver “scatenato lotte e critiche”. “Mandati a casa centinaia di infermieri formati si è dato origine alla  più grande barzelletta, mai sentita nella sanità pugliese, che ha visto,  in poco tempo, da gennaio ad oggi, da 5 avvisi pubblici indetti in poco tempo dalle varie asl pugliesi , alcuni anche in regime di urgenza, chiamare gli stessi infermieri precari”.
“Questo modo di fare – si legge ancora nella lettera inviata al presidente della Regione Puglia – non solo ha creato un dispendio di energie e professionalità, ma anche problemi burocratici alle Asl che si sono viste, in poco tempo, inondate di disdette; alle unità operative nuovamente privati di personale appena formato; ai cittadini privati della giusta assistenza infermieristica a causa della continua carenza e cambio di personale”.
La richiesta, quindi, è di “non permettere nuovamente che personale qualificato venga tolto a garanzia dell’assistenza al cittadino, ma questa volta, si preoccupi di stilare un piano che salvi i precari”.
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