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Dieci anni dopo è stato firmato il nuovo contratto nazionale dei medici e dei dirigenti del servizio sanitario: in Puglia la novità riguarda 6.500 dipendenti, per la Regione il costo stimato annuo è di 30 milioni.

Una spesa non preventivata ma che, teoricamente, dovrebbe essere coperta con le maggiori entrate dal riparto del fondo sanitario. Teoricamente, sì, perché l’incremento del costo del personale non è detto che venga coperto del tutto con l’aumento della quota che viene trasferita dallo Stato. Insomma, bisognerà fare i conti in assessorato

In tutta Italia a beneficiarne saranno 130mila medici e dirigenti che lavorano nelle Asl e ospedali, l’aumento medio mensile in busta paga è di 200 euro lordi. Ecco i 7 punti dell’intesa tra governo e sindacati: i medici e dirigenti con più di 5 anni di anzianità avranno la certezza di avere un incarico. Chiarito l’obbligo delle aziende di dare un incarico retribuito a tutti, anche a coloro che hanno lavorato a tempo determinato, con o senza soluzione di continuità. La maggior parte dei medici con più di 5 anni di anzianità riceverà un aumento di duemila euro sulla retribuzione di posizione. Oltre all’aumento economico previsto per tutti i dipendenti pubblici, circa 30 mila medici passeranno da 3.600 euro a 5.500 euro di posizione. Stop alle aziende che non riconoscono le carriere. Aumenta la parte fissa di tutte le posizioni gestionali e professionali, storicizzati i fondi e le posizioni e aumentata la quota pensionabile. Nel contratto ci sono novità anche per i giovani: i neoassunti, anche sotto i 5 anni, avranno una retribuzione fissa di posizione, passeranno subito da 0 a 1.500 euro annui. Prima erano tutti fermi a 3.600 euro annui, o per i più fortunati a 4.500 euro, mentre ora si stabiliscono quattro step di posizioni fisse per gli incarichi professionali, che salgono da un minimo di 5.500 euro a 6.500 fino a un massimo 11.000 o 12.500 annui. Sesto punto, è stata inserita una clausola di garanzia che assicura a tutti una retribuzione di posizione certa in base all’anzianità e a prescindere dall’incarico: 5.000 euro al passaggio dei cinque anni, 6.000 al passaggio dei 15 anni e 7.000 al passaggio dei 20 anni. Infine, l’indennità di guardia notturna sale da 50 a 100 euro per notte, 120 euro per chi lavora in pronto soccorso. Dopo i 62 anni a richiesta si può essere esonerati dalle guardie.


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1 COMMENTO

  1. Mi sembra il minimo che si potesse fare, a partire dalle guardie notturne e di pronto soccorso. È un lavoro davvero gravoso.

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