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Ferma restando la «mancanza di fiducia nei partiti», il capogruppo pro tempore dei consiglieri regionali del M5s in Puglia, Marco Galante, voterà «sì» all’alleanza di governo col Pd, domani su Rousseau, la piattaforma virtuale del Movimento. «Voterò sì all’alleanza con il Partito democratico – spiega Galante – sulla base degli impegni presi, delle idee e dei programmi per la tutela dei cittadini». «Per il Pd – prosegue – questa può anche essere una occasione di rinnovamento».

A livello locale, però, in Puglia come in altre regioni, «è impossibile un’alleanza con qualsiasi partito – evidenzia – ma al massimo con una o due liste civiche del mondo dell’associazionismo o di professionisti che si sono distinti, ad esempio, nel campo dell’ecologia». Voterà sì all’accordo col Pd anche la consigliera pentastellata pugliese Antonella Laricchia, «perché ritengo – spiega – sia un dovere costituzionale della prima forza politica del Parlamento quella di cercare di dare un governo al Paese». «Già in campagna elettorale – ricorda – avevamo messo in conto un’apertura alle altre forze politiche, ma sui contenuti».

In Puglia anche Laricchia «esclude assolutamente» possibili alleanze col Pd. E precisa che sul voto di domani su Rousseau non è arrivata alcuna indicazione dai vertici del Movimento. Dalla Puglia annunciano voto favorevole anche l’onorevole barese del M5s, Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari costituzionali alla Camera; l’europarlamentare Mario Furore e il senatore Marco Pellegrini, entrambi foggiani; e la parlamentare tarantina Alessandra Ermellino


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2 COMMENTI

  1. Ovvio che i parlamentari pentastellati (che intendono conservare lo scranno) e i consiglieri regionali (che devono seguire la linea pena ricorso ai probiviri ed espulsione imnediata) votino a favore di un accordo di Governo col Pd.
    Ma dire che la base del M5S voglia un accordo col Pd è davvero azzardato. La Laricchia prima di parlare e dichiararsi avrebbe dovuto ascoltarla. Anche perché sono quelli che l’hanno votata e in caso di accordo alle prossime regionali potrebbero decidere di non votarla più.

  2. Se ne sono sentite di dichiarazioni giustificative della volontà di mantenere il posto ma quella del “dovere costituzionale” è davvero nuova. Dunque si deduce che chi voterà liberamente No all’accordo col Pd sulla piattaforma si mette fuori dalla Costituzione. Almeno secondo la nostra costituzionalista Laricchia. Bella trovata davvero.

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