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Al San Paolo, nel centro della Fondazione Giovanni Paolo II, c’è una realtà unica nel suo genere, in grado in due anni di fare abbattere le barriere e i pregiudizi e di regalare alle famiglie della città corsi e attività gratuite per i più piccoli. Si chiama il Favoloso Mondo e a marzo spegnerà due candeline, con la speranza che l’esperienza possa proseguire anche in seguito.

Corsi di circomotricità, laboratori ludico espressivi e motori, yoga: sono davvero diverse le attività che vengono messe a disposizione delle famiglie e dei bambini fino a sei anni. C’è persino un centro ludico per la prima infanzia con educatrici specializzate che si prendono cura dei piccoli di mattina  dai 3 ai 36 mesi, per venire incontro ai genitori che lavorano.

Il Favoloso mondo è diventato un punto di riferimento per le famiglie e non solo per quelle del San Paolo. Il progetto è realizzato in rete da più partner (Fondazione Giovanni Paolo II, bambini di Truffaut, Clown per amico, Marcovaldo, Idee Felicità contagiose e Uniba e centro servizi di volontariato San Nicola) ed è stato selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile – Bando Infanzia.

“Ci stiamo impegnando per farlo continuare anche dopo marzo 2020 – racconta a Borderline24, Stefania Monopoli, coordinatrice del progetto – contattando pubblico e privato. Il Favoloso mondo rappresenta una bella innovazione, un modello di riferimento da esportare secondo noi anche in altre zone della città”.

Il Favoloso mondo è riuscito, grazie alla professionalità degli educatori, a fare abbattere le barriere. Il San Paolo non è più il rione per le famiglie in difficoltà: il San Paolo è diventato un luogo da vivere dalla mattina alla sera grazie proprio a queste realtà del quartiere. In grado di offrire quel qualcosa in più che certe volte non si trova neanche in quelli che vengono definiti i quartieri più “alti” della città.

Oltre ai corsi per i più piccoli (visionabili sulla pagina Facebook Il Favoloso Mondo) ci sono anche attività di genitorialità, incontri con ostetriche, corsi di allattamento. E un emporio sociale dove si possono donare soprattutto vestiti e pannolini o prodotti di igiene. “La cosa bella dell’emporio – continua Monopoli  – è che  si è innescato un  processo culturale per riutilizzo e il riuso: tante famiglie non solo prendono ma anche riportano per poterli donare ad altre famiglie”.

Il 25, il 26 e il 27 ottobre si terrà il Festival delle Periferie: tre giorni con l’obiettivo di stimolare una riflessione sui temi della povertà educativa e della comunità educante a partire dall’esperienza e buona prassi del Centro Ludico Sperimentale per la Prima Infanzia e la Genitorialità. Durante le tre giornate, dal 25 al 27 ottobre, si susseguiranno convegni, seminari, workshop, proiezioni cinematografiche, spettacoli con la partecipazione di professionisti, esperti e rappresentanti istituzionali.


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