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«La mia presenza qui oggi è solidale nei confronti di tutta la comunità della provincia di Foggia e della città di Foggia. Noi siamo qui come se tutti gli imprenditori soggetti ad estorsione siano qui costituiti parte civile. Loro hanno avuto delle remore, delle perplessità, mi auguro che questa nostra presenza in futuro possa aiutare altri a denunciare immediatamente questi episodi e a evitare che queste organizzazioni si rafforzino ulteriormente».

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che partecipa oggi all’udienza del processo con il rito abbreviato che si sta celebrando nei confronti di 25 presunti affiliati alla mafia foggiana dinanzi al gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana. Gli imputati, tra i quali i capi clan Rocco Moretti, Vito Bruno Lanza e Roberto Sinesi, rispondono, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni e rapine aggravate, detenzione illegale di armi e tentato omicidio. La Regione è costituita parte civile con il Comune di Foggia e la Fondazione Antiracket Puglia. Stando alle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia, gli imputati avrebbero imposto il pizzo a decine di commercianti e imprenditori della provincia di Foggia, tra imprese edili, bar e alimentali, cooperative agricole e sociali, una discoteca e una ditta di onoranze funebri, arrivando a chiedere fino a 200 mila euro. I fatti contestati risalgono agli anni 2015-2018.


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